Chrome App

Google cala la mannaia sulla testa delle Chrome App

Le Chrome App finiranno nel cimitero degli innumerevoli servizi “uccisi” da Google, sviluppatori e utenti sono pregati di migrare ai siti Web da visitare via browser.

Il cimitero dei servizi e dei prodotti sterminati da Google si arricchirà presto di un nuovo nome eccellente, e almeno questa volta non dovrebbe trattarsi di un problema grave per l’utenza come già avvenuto con Google Print e come (forse) avverrà in futuro con il Cloud: le Chrome App non le usava praticamente nessuno, e diventeranno storia passata al massimo entro un paio d’anni da ora.

Nate nel 2013 e presentate con il solito tono tecno-messianico di Mountain View, le Chrome App avrebbero dovuto portare le tecnologie standard del Web (HTML5, CSS, JavaScript) in un formato di app “native” utilizzabili al di fuori del browser. Il risultato? Già nel 2016 il numero di utenti Windows, Linux e Mac interessati alle app Web di Google era appena l’1% del totale.

Ora Google ha stabilito una timeline per l’abbandono definitivo delle Chrome App, una tecnologia che comincerà il suo lento declino il prossimo marzo (quando lo store di Chrome cesserà di accogliere nuove app) e si concluderà nel giugno del 2022 con la fine del supporto ufficiale delle Chrome App su Chrome OS per tutti i tipi di clientela.

Sui sistemi operativi per PC (Windows, Linux) e macOS, invece, le Chrome App cesseranno di funzionare già a dicembre 2020. Le tradizionali estensioni per Chrome, ci tiene a precisare Google, non saranno in alcun modo condizionate dalla nuova politica e continuano a rappresentare un focus importante per l’azienda.

Per i pochi utenti e sviluppatori superstiti che ancora provano un certo, malsano interesse per le Chrome App, Google ha infine preparato alcuni consigli per favorire la transizione verso le Progressive Web App (PWA), le estensioni, le app Android/Chrome OS e più in generale verso il Web visitabile tramite browser.

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Ha avuto il suo incontro fatale con la tecnologia negli anni '80, prima con i giochi arcade e poi con l'Intellivision di Mattel, e da allora la passione è andata solo aumentando. Quando non passa il proprio tempo a consumare notizie sull'attualità informatica ama leggere (su carta), scrivere, fotografare e collezionare vecchi libri sui sistemi operativi obsoleti.