Google Cloud

Google Cloud, un business defunto entro il 2023?

Il colosso di Mountain View potrebbe decidere di abbandonare il mercato del cloud pubblico se non riuscisse a raggiungere gli obiettivi che si è prefissato, dicono le indiscrezioni. “Inaccurate”, secondo Google.

Apparentemente Google è una delle aziende più impegnate nell’ambito del cloud computing, con nuove iniziative focalizzate sui servizi remoti che richiedono l’utilizzo dell’infrastruttura Internet della corporation per offrire spazio di archiviazione, capacità di calcolo ed esperienze videoludiche agli utenti. Secondo le ultime indiscrezioni, però, Google ha interesse a diventare il numero uno (o al massimo il numero due) del settore, un obiettivo che se non raggiunto potrebbe portare la corporation ad abbandonare del tutto il business del cloud pubblico.

A svelare il sorprendente retroscena è The Information, che cita le solite fonti anonime ma bene informate sui fatti riferendo di un dibattito interno al management di Alphabet avvenuto l’anno scorso: il co-fondatore di Google Larry Page aveva espresso il proprio disappunto per la posizione attuale della corporation nel cloud pubblico, un terzo posto piuttosto distante (in termini di ricavi) da Amazon AWS e Microsoft Azure. Un risultato “non accettabile” secondo Page, a cui sarebbe stato preferibile addirittura l’abbandono del mercato.

Logo Google

Alla fine, dicono ancora le fonti, l’allora CEO di Google Sundar Pichai aveva deciso che la corporation sarebbe dovuta restare nel business, e anzi rilanciare: ora c’è un budget definito di 20 miliardi di dollari da investire in cinque anni, una montagna di soldi utile anche a trasformare la piattaforma cloud di Google (e i relativi servizi per utenti e aziende) nel primo o secondo player di settore.

Qualora l’obiettivo non fosse raggiunto entro il 2023, sostengono le indiscrezioni, Google potrebbe ancora decidere di lasciare il business del cloud computing con conseguente affollamento di servizi nel sempre più popoloso cimitero dei prodotti uccisi dalla corporation. Un portavoce di Google ha risposto ufficialmente alle indiscrezioni pubblicate The Information, parlando di una cronaca “inaccurata” ma senza negare in maniera perentoria i rumor.

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