Hardware

Da Panasonic una versatile compagna di viaggio

Redazione | 19 Dicembre 2012

Nella prova sul campo la Lumix TZ30 si è distinta per l’eccellente accuratezza dell’esposizione e la buona gestione del bilanciamento […]

Nella prova sul campo la Lumix TZ30 si è distinta per l’eccellente accuratezza dell’esposizione e la buona gestione del bilanciamento del bianco. L’obiettivo, considerando l’elevata escursione focale e le compattezza, ha una resa molto buona: ovviamente non raggiunge la qualità  delle ottiche con zoom più contenuto, ma si mantiene su standard elevati su tutto il range coperto. Qualche problema si evidenzia solo alla massima focale, in cui la sensibilità  alle vibrazioni a causa dell’elevato ingrandimento – sebbene compensate dal buon sistema di stabilizzazione – e la luminosità  dell’ottica non molto elevata (f/6,4), rischia di far ottenere immagini meno definite rispetto alle reali potenzialità  della fotocamera.

Superzoom, ma tascabile, con controlli manuali, ma anche semplice da usare, dalla buona qualità  fotografica, ma con contenuti hi-tech evoluti, come Gps e touchscreen: era un compito impegnativo ma Panasonic è riuscita a combinare esigenze così diverse.

Si tratta spesso di un lieve micro mosso che va a impattare negativamente sui dettagli più minuti. Da segnalare anche le buone prestazioni del sistema autofocus, in grado di individuare correttamente i soggetti tramite il face detection e mantenere agganciato i soggetti in rapido movimento. Non siamo di fronte ai migliori sistemi adottati dalle reflex, ma si tratta di eccellenti risultati per una compatta. Come già  anticipato, la resa agli alti Iso è buona e in linea con le migliori compatte di questa categoria, tuttavia è sempre consigliabile utilizzare le sensibilità  più basse possibili, per evitare che il filtro antirumore “pialli” eccessivamente i dettagli dell’immagine.

Idroscalo di Milano, stesso punto di ripresa. Lo zoom 20X della TZ30 passa da un vero grandangolo (24mm) a un buon medio tele (480mm).

Non manca infine un’utile funzione Hdr (High Dynamic Range) e Panorama, in grado, quest’ultima, di coprire quasi 360°. La sezione video garantisce riprese a 1.080p fino a 50 fotogrammi al secondo e si può registrare sia in formato Mp4 che Avchd. Durante la ripresa è attivabile l’autofocus, il filtro tagliavento per l’audio e i movimenti dello zoom, che diventano più lenti e fluidi rispetto all’utilizzo per gli scatti singoli, ma il cui rumore dei motori durante il cambio di focale vengono inesorabilmente captati dal microfono stereo della fotocamera. Per concludere, si segnala un’autonomia non certo da primato, circa 260 scatti; una seconda batteria di riserva è quindi d’obbligo.

Una fotocamera con le caratteristiche della TZ30 è ovviamente un compromesso dettato dal prezzo finale, dalla scelta del range di escursione dello zoom, dal tipo di sensore impiegato, dalle caratteristiche di contorno e infinite altre variabili, tra cui anche la qualità  complessiva degli scatti e del video. Panasonic ha fatto un buon lavoro, riuscendo a gestire un mix molto valido. Siamo di fronte a una fotocamera che non eccelle in quasi nessuna sua caratteristica, ma quello che fa, lo fa mediamente molto bene. Non monta il sensore meno rumoroso o l’obiettivo più nitido che ci sia capitato di testare, ma offre possibilità  creative eccellenti, e la fotografia, intesa come immagine, non è sempre solo tecnica, ma anche capacità  di sfruttare la propria creatività  attraverso uno strumento che non la limiti, e Panasonic in questo ha fatto un eccellente lavoro.

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