Test: Philips 288P il monitor 4K accessibile

Pannello di classe Tn, ma con un’alta qualità  d’immagine e un prezzo contenuto

Seguendo la spinta dei televisori 4K, anche nel settore informatico si allarga sempre di più l’offerta di monitor con tecnologia Ultra Hd. Tutte le principali aziende stanno completando i propri listini per offrire almeno un prodotto di fascia economica.

philips-4k-01In quest’ottica Philips propone il modello 288P che utilizza un pannello da 28 pollici con risoluzione di 3.840 x 2.160 pixel e, adottando la stessa strada degli altri produttori, tecnologia Tn che permette di contenere i costi di produzione rispetto alle più raffinate Va e Ips. Il prezzo su strada – 599 euro all’utente finale – è quindi allineato a quello della concorrenza e risulta inferiore a quanto viene chiesto per l’acquisto di monitor Ips di risoluzione Wqhd, ma con diagonale superiore ai 28 pollici.

L’impiego della tecnologia Tn consente di ottenere tempi di aggiornamento dell’immagini di circa 1 millisecondo, ma Philips dichiara un tempo di refresh di 5 millisecondi per questo modello che è in grado di operare a piena risoluzione con una frequenza di aggiornamento di 60 Hz; per utilizzare tale modalità  è necessario utilizzare una connessione Displayport 1.2. Il 288P ci ha colpiti per la brillantezza e la qualità  dei colori prima ancora di eseguire i test oggettivi in laboratorio. L’utilizzo della tecnologia Afrc (Advanced Frame Rate Control) consente di ciclare il colore dei subpixel in modo tale da ottenere con un pannello a 8 bit una gamma di colori pari a quella dei dispositivi con controllo a 10 bit; Philips dichiara che questo monitor è in grado di riprodurre 1,07 miliardi di colori, ma nella prova di laboratorio abbiamo misurato un gamut inferiore rispetto a quello dei monitor professionali certificati per la riproduzione di questa gamma di tonalità  cromatiche.

I test eseguiti con il colorimetro Datacolor Spyder4Elite mostrano un gamut di poco ruotato rispetto a quello sRgb che per questo motivo risulta coperto in modo quasi incompleto (97%), con una leggera carenza nella zona delle tinte rosse più profonde. Il gamut si estende oltre quello sRgb nella zona delle tinte verdi, ma si mantiene piuttosto lontano dalla gamma cromatica prevista dallo spazio colore Adobe Rgb; questo risulta coperto per il 76%.

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