HERO sensore mouse Logitech

Logitech, il sensore Hero spinge i mouse a 25.600 DPI

Un aggiornamento al firmware permette ai mouse con sensore Hero di raggiungere livelli di sensibilità stellari. I mouse Logitech di fascia alta sono ora in grado di offrire velocità da 25.600 DPI.

Logitech è da sempre uno dei principali produttori di periferiche di puntamento in circolazione, e fra le tecnologie innovative introdotte in questi anni spicca sicuramente il sensore Hero. Il cuore di tanti mouse da gaming è recentemente diventato ancora più sensibile e performante, grazie a un aggiornamento al firmware distribuito gratuitamente dall’azienda.

Come spiegato sul blog corporate di Logitech, infatti, il sensore ottico HERO (o (High Efficiency Rated Optical) è stato originariamente progettato per offrire un’accuratezza di tracciamento massima da 16.000 DPI e un’efficienza energetica 10 volte superiore ai sensori di generazione precedente. Già noto come HERO 16K, il sensore di Logitech è ora indicato come HERO 25K e offre la più alta velocità di tracciamento dell’industria.

Il mouse, questo sconosciuto

HERO 25K supporta sensibilità fino a 25.600 DPI, dice Logitech, mentre restano invariati i valori di IPS (400) e l’efficienza energetica x10. La nuova capacità di tracciamento è disponibile, con un semplice upgrade al firmware distribuito tramite il tool G Hub, per i mouse della linea Hero come G403, G502, G604, G502 e altri ancora.

I mouse con sensore Hero sono oggi in grado di offrire una sensibilità inferire al micron (milionesimo di metro), sostiene Logitech, anche se una tale capacità è sicuramente eccessiva per le semplici attività videoludiche. Per conoscere in dettaglio tutti i “misteri” tecnici del mouse vi invitiamo a leggere l’articolo dedicato pubblicato su PC Professionale 326.

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Ha avuto il suo incontro fatale con la tecnologia negli anni '80, prima con i giochi arcade e poi con l'Intellivision di Mattel, e da allora la passione è andata solo aumentando. Quando non passa il proprio tempo a consumare notizie sull'attualità informatica ama leggere (su carta), scrivere, fotografare e collezionare vecchi libri sui sistemi operativi obsoleti.