Dischi wireless: più capacità  di archiviazione per smartphone e tablet

Arrivano sul mercato le prime soluzioni wireless per aggiungere spazio di archiviazione a iPhone, iPad e a molti degli smartphone in commercio. Dischi esterni a batteria da portare sempre con sé.

Anteprima di Davide Piumetti

Articolo tratto da PC Professionale 249 di dicembre 2011

Tutti i possessori di smartphone, tablet e dispositivi similari hanno ben in mente il limite di archiviazione proprio dei modelli in loro possesso. Spesso ciò non è un problema, riempire i 32 o 64 Gbyte dell’ultimo iPhone 4S è piuttosto complicato (ma non impossibile), ma in molti altri casi, quando lo spazio è inferiore, avere a disposizione un supporto esterno di archiviazione può essere comodissimo.


Soprattutto sui dispositivi Apple inoltre, l’inserimento di contenuti esterni (siano essi multimediali audio o video, sia documenti classici come pdf o file della suite Office) deve essere effettuato tramite iTunes con ovvia scomodità  in determinati casi. Ogni volta che si vuole copiare un nuovo contenuto il dispositivo deve essere sincronizzato e, soprattutto nei casi in cui si spostano filmati o grandi gruppi di immagini, il processo è anche piuttosto lungo. Esistono altri modi per spostare i contenuti, usando ad esempio servizi di archiviazione cloud, ma non permettono certo di copiare o vedere in streaming un video di qualche centinaio di Mbyte, oppure una serie di manuali in pdf o decine di fotografie riprese dalla propria fotocamera.

Per ovviare a tutto questo andiamo oggi ad analizzare due dispositivi molto interessanti prodotti da Kingston e Seagate. Entrambi i prodotti possono essere definiti sinteticamente come hard disk wireless autonomi. Il concetto è che sono due dispositivi dotati di una batteria interna, in grado di operare come comuni hard disk esterni collegati tramite Usb al Pc ma possono anche essere accesi in qualunque momento creando una connessione wireless con il proprio smartphone che ne può di conseguenza visualizzare i contenuti. I dispositivi Apple infatti, pur essendo dotati di un connettore e, potenzialmente, una porta Usb, non permettono l’accesso diretto ai dischi a essi collegati, richiedendo un dispositivo dal funzionamento differente.

I due prodotti che abbiamo provato utilizzano il medesimo principio di funzionamento: una volta accesi creano una rete wireless propria, funzionando come access point; dal dispositivo mobile utilizzato si accede a questa rete e, tramite un’app dedicata o via browser, si visualizza il contenuto del disco.

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