Hardware

Pixma Pro-1, stampe fotografiche a regola d’arte

Redazione | 2 Dicembre 2013

Fotografia

Grazie a un set di dodici inchiostri a pigmenti compatibili con un’ampia gamma di supporti, l’unità  di Canon si pone […]

Grazie a un set di dodici inchiostri a pigmenti compatibili con un’ampia gamma di supporti, l’unità  di Canon si pone ai vertici della categoria di inkjet fotografiche A3+, destinata ai fotoamatori più esigenti e ai professionisti.

Il modello in esame è l’ammiraglia della linea ed è cronologicamente precedente alla Pro-100 e Pro-10 che abbiamo recensito, rispettivamente, nei numeri di maggio e luglio 2013 di PC Professionale. Ancor più di queste, la Pro-1 punta al segmento professionale, configurandosi come lo strumento più completo per produrre stampe bianconero e a colori di elevata qualità  e longevità , destinate all’esposizione e alla vendita. A differenza dei due modelli inferiori, che sono l’evoluzione delle precedenti Pixma Pro 9000 e 9500 Mark II, la Pro-1 nasce da un nuovo progetto ed è la prima stampante A3+ sul mercato ad adottare un set di 12 inchiostri a pigmenti. Si tratta, per l’esattezza, della formulazione Lucia di ultima generazione, che garantisce un’eccellente stabilità  su un’ampia gamma di supporti fotografici e Fine Art della stessa Canon e di terzi.

Stampante Canon Pixma Pro-1

Stampante Canon Pixma Pro-1

L’unità  è imperniata su una testina a tecnologia Fine che conta ben 12.882 ugelli in grado di emettere microgocce da 4 picolitri e raggiungere la risoluzione massima di 4.800 x 2.400 dpi.
Il nuovo sistema di controllo dell’immagine Oig (Optimum image generating system) gestisce la miscelazione precisa, il volume e la distribuzione delle gocce sul supporto per ottimizzare la riproduzione dei colori, le gradazioni tonali, la densità  del nero, la struttura granulare e la lucentezza superficiale delle stampe.
Le dodici cartucce, ripartite in due gruppi e alloggiate in appositi vani laterali del telaio, hanno ciascuna una capacità  di 36 ml e comprendono due tipologie di nero (fotografico e opaco), tre tonalità  di grigio (a densità  normale, alta e bassa), il ciano e il magenta con le rispettive varianti light, il giallo, il rosso e, infine, il Chroma Optimizer, uno speciale inchiostro trasparente che migliora la densità  dei neri e uniforma la superficie delle stampe su carte lucide e semilucide per prevenire i difetti di bronzing (riflesso iridescente visibile in base all’angolo d’osservazione nelle aree più dense delle stampe) e gli errori di metamerismo (variazione dei colori in base al tipo di sorgente luminosa). Un sistema di canalizzazione provvede all’alimentazione della testina, libera di muoversi più velocemente e con maggior precisione sul carrello senza l’aggravio delle taniche.
Esteriormente, la Pro-1 mantiene il look sobrio delle Pro-100 e Pro-10: il design è alleggerito dagli spigoli arrotondati, ma le dimensioni (circa 70 cm di larghezza x 46 cm di profondità  e 24 cm d’altezza) e il peso (quasi 28 kg) rivelano in modo inequivocabile la vocazione professionale.

> Continua a leggere: la prova della stampante Canon Pixma-Pro 1

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