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Insecam IP camera insicure

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Insecam, la directory globale delle webcam insicure

Alfonso Maruccia | 10 Agosto 2020

Privacy Servizi Web Sicurezza Videocamere

Su Insecam è possibile “viaggiare” in ogni parte del globo, intrufolarsi in ogni androne di palazzo, chiesa, officina, ascensore, angolo di strada. E la colpa è tutta di chi acquista le webcam e poi non le protegge con uno straccio di password.

Si chiama progetto Insecam, e si legge insicurezza globale trasmessa in tempo quasi reale tramite le IP camera non configurate correttamente. Il sito Insecam è infatti una directory di webcam insicure, un archivio che accorpa tutte le videocamere connesse a Internet e accessibili liberamente da chiunque. Senza password o altre autenticazioni di sorta.

Come spiegano le FAQ ufficiali, infatti, Insecam non ha nulla a che fare con l’hacking o la compromissione di circuiti CCTV privati. Tutte le webcam accessibili dal sito sono facilmente accessibili anche tramite una banale ricerca su Google, una situazione imbarazzante (se non del tutto insicura per persone, abitazioni o altre proprietà) che si potrebbe risolvere impostando una banalissima password di qualità anche solo decente.

Insecam

Finché i proprietari non chiuderanno l’accesso con una password, le IP camera di Insecam continueranno a essere consultabili dall’intera popolazione mondiale. Per navigare nell’enorme archivio di webcam insicure è possibile seguire i diversi “percorsi” di viaggio tramite il Menu nella parte alta del sito (per produttore, paese, ambiente, città, fuso orario). Un buon posto per cominciare l’esplorazione è la categoria delle webcam più popolari, mentre per le IP camera italiane la pagina di partenza è questa.

Per ogni webcam non protetta vengono fornite informazioni dettagliate con tanto di coordinate GPS, informazioni utilissime per continuare l’esplorazione (e una ulteriore, possibile violazione della privacy) tramite servizi specializzati come Google Maps. Alcune webcam, inoltre, sono addirittura manipolabili da remoto. L’unica eccezione, stando a quanto sostiene Insecam, consiste nel blocco all’accesso per le webcam private. Che continueranno in ogni caso a essere accessibili via Google a causa della sciatteria (o dell’incapacità) dei proprietari.