Bandiera europea

Il Parlamento europeo boccia la riforma del copyright

La maggioranza dei parlamentari europei ha votato contro la proposta per le nuove regole comunitarie sul diritto d’autore, una questione a dir poco spinosa che ora verrà rimandata a settembre per le modifiche del caso

La tanto dibattuta proposta di riforma del copyright è stata alla fine bocciata dal Parlamento europeo, che si è espresso a maggioranza per il rifiuto delle modifiche decise dalla commissione parlamentare il 20 giugno scorso. Addio, almeno per ora, alla cosiddetta “tassa dei link” e ai filtri anti-pirata imposti per legge, anche se la “battaglia” è tutto fuorché terminata.

Parlando di numeri, su una sessione composta da 627 parlamentari, la riforma del copyright ha incassato 278 voti favorevoli e 318 contrari con 31 astenuti. Come sottolinea Julia Reda, rappresentante europea eletta dal Partito Pirata tedesco, le proteste e le critiche emerse in questi mesi hanno avuto successo respingendo una riforma che da più parti era stata giudicata liberticida e pericolosa per il futuro di Internet.

Riforma copyright europeo

Il campo degli oppositori più critici contro la proposta di riforma ha potuto contare sull’appoggio, sicuramente di peso, di importanti personalità del mondo tecnologico come Vint Cerf (il “papà” di Internet e del protocollo TCP/IP), Tim Berners-Lee (il creatore del Web), Mitchell Baker (co-fondatrice del progetto Mozilla) e tanti altri; sono stati della partita anche Jimmy Wales e la sua Wikimedia, con la clamorosa protesta di Wikipedia Italia che si è auto-oscurata per alcuni giorni. Per contro, il campo dei favorevoli include nomi noti dell’industria della musica come Paul McCartney, Annie Lennox e Placidio Domingo.

Vista la sovraesposizione pubblica sui media, la direttiva per la riforma del copyright ha come prevedibile alimentato anche il dibattito e le polemiche in campo politico; dopo la votazione a Bruxelles c’è stato chi si è lamentato delle intimidazioni e delle “minacce di morte” ricevute da alcuni parlamentari, mentre da parte italiana i rappresentati dei due partiti attualmente al governo (Movimento 5 Stelle, Lega) hanno espresso soddisfazione per una vittoria importante contro il tentativo di “silenziare la rete”. Il parlamento europeo potrà ora proporre modifiche, mentre una nuova discussione sulla direttiva è prevista per il prossimo settembre.

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