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Linux, partire col piede giusto

Dario Orlandi | 27 Marzo 2013

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Non è necessario essere superesperti per poter usare Linux. In questo articolo troverete tutte le informazioni necessarie per installarlo e […]

Non è necessario essere superesperti per poter usare Linux. In questo articolo troverete tutte le informazioni necessarie per installarlo e muovere senza difficoltà  i primi passi.

di Dario Orlandi

Anche se a volte è difficile rendersene conto, Linux è tutt’intorno a noi. Nella sua storia ormai ultraventennale, questo sistema operativo ha guadagnato importanti quote di mercato nei contesti più vari. Dai server Web di Google ai router casalinghi, dai decoder per la Tv satellitare ai centralini delle aziende, Linux ha trovato innumerevoli applicazioni nei campi più diversi, mostrando una flessibilità  stupefacente che si aggiunge alle doti di sicurezza e stabilità  tipiche dei sistemi derivati da Unix. Uno dei pochi settori in cui Linux non è ancora riuscito a sfondare è quello dei sistemi desktop, ma anche in questo ambito è ormai spesso un’alternativa praticabile a Windows.

In questo articolo analizzeremo le principali specificità  di Linux, indicando cosa lo distingue dai sistemi operativi più diffusi e cosa invece lo rende simile. Ne valuteremo pregi e difetti e proporremo alcune ricette semplici a chi vuole avvicinarsi al mondo del software libero senza dover rinunciare a Windows. Vedremo come sfruttare il potenziale di Linux per accrescere le funzioni del Pc e proteggerlo da eventuali problemi, e offriremo alcuni spunti per andare oltre le basi e sfruttarne le potenzialità  in maniera più avanzata.

Anche se non siete pronti per abbandonare il mondo Microsoft, vi mostreremo come si possa far lavorare Linux insieme a Windows per accrescerne la sicurezza o per svolgere alcune operazioni di manutenzione. Non daremo nulla per scontato, così da introdurre a Linux anche chi non l’ha mai visto prima, ma andremo anche oltre le informazioni basilari, per offrire spunti interessanti e prospettive diverse anche a chi ha già  una certa dimestichezza con questo sistema operativo. Parleremo di Linux in generale, per non legare la trattazione a un’unica distribuzione e poi ci addentreremo nei dettagli di alcune delle distribuzioni più diffuse, tra cui Mint, OpenSuse e Ubuntu.

Linux è nato nel 1991, quando Linus Torvalds – all’epoca studente presso l’Università  di Helsinki – decise di realizzare un kernel unix-like per il suo computer con Cpu Intel 80386. Torvalds annunciò la sua decisione il 5 agosto in un post sul gruppo di discussione comp.os.minix – Minix è un sistema operativo anch’esso ispirato a Unix e creato a fini didattici dal professor Andrew Tanenbaum della Vrije Universiteit di Amsterdam – dando il via a un enorme progetto cooperativo che continua a coinvolgere migliaia di persone in tutto il mondo. Pochi mesi più tardi, precisamente il 5 ottobre 1991, la prima versione del kernel Linux vide la luce.

Torvads fece proprio di Linux, alcuni anni più tardi, l’oggetto della sua tesi di laurea magistrale titolata Linux: A Portable Operating System. Pur essendo nato su piattaforma x86, Linux ha avuto quindi subito l’ambizione di poter essere portato (ovvero reso compatibile) con la più ampia varietà  di dispositivi. Per questo non bisogna stupirsi della sua diffusione pervasiva nei contesti più vari, anche se il suo successo è andato probabilmente ben oltre le aspettative dell’autore. Gli utenti non se ne rendono conto, ma ogni volta che effettuano una ricerca su Google oppure si collegano alla loro pagina Facebook, stanno interagendo con sistemi basati su Linux. Questo sistema operativo è poi il pilastro fondamentale del cosiddetto Lamp stack (dalle iniziali di Linux, Apache, MySql e Php), ovvero l’insieme di Os, server Web, database e linguaggio di sviluppo che ha rappresentato per oltre un decennio lo standard di fatto su cui si è basato lo sviluppo delle applicazioni e dei servizi Internet.

Oggi il dominio di questo insieme di software è messo in discussione dalla crescita degli ambienti virtuali ospitati nel cloud, che rende meno rilevante rispetto al passato la scelta dei software lato server, ma questo non significa che Linux abbia imboccato la via del declino: al contrario, alcune sue varianti sono componenti base di molte offerte cloud, come per esempio Amazon Linux (derivato da Fedora/Redhat), disponibile nella diffusissima infrastruttura cloud Amazon EC2 (Elastic Compute Cloud).

Ma il successo di Linux non è legato soltanto al suo ruolo di mattone fondamentale nello sviluppo di Internet; la sua portabilità  ne ha permesso infatti l’adozione nei contesti più diversi: la maggior parte dei Nas più potenti e avanzati offre un sistema operativo basato su Linux, che spesso può essere personalizzato tramite software di terze parti. Molti router Wi-Fi utilizzano firmware derivati da Linux: in alcuni casi la parentela è così stretta da aver permesso la creazione di firmware alternativi, sviluppati da comunità  di appassionati, che hanno implementato funzioni più avanzate aprendo a questi dispositivi campi d’applicazione che i produttori non avevano neppure immaginato: è il caso, per esempio, dei progetti OpenWrt (https://openwrt.org) e Freetz (https://freetz.org), solo per citarne alcuni tra i più conosciuti. Linux è anche presente in alcuni set top box che permettono di visualizzare sul televisore i contenuti multimediali provenienti da Internet o dalla rete locale (Boxee Box) e in quasi tutti i decoder satellitari più avanzati (Dreambox e moltissimi cloni o box compatibili Enigma). (…)

Estratto dell’articolo di 24 pagine pubblicato sul numero 265 di PC Professionale