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MEGA: miliardi di file e pochi utenti sospesi per violazione del copyright

Il cyberlocker nato dalle ceneri di Megaupload fornisce gli ultimi numeri sul business: gli utenti di MEGA hanno condiviso on-line un’enorme quantità di dati, mentre la percentuale di violazioni punite con la sospensione dell’account è davvero minima.

MEGA è uno dei servizi di file hosting più popolari del Web, un business originariamente nato per volere di Kim Dotcom ma ora gestito da mani diverse da quelle del discusso cyber-imprenditore neozelandese. Il cyberlocker rispetta in pieno le leggi internazionali (e in parte la privacy degli utenti), e per ribadire il concetto la corporation ha appena pubblicato il suo ultimo rapporto sulla trasparenza con numeri e statistiche decisamente interessanti.

Il Transparency Report 2019 è il quinto studio sulla trasparenza pubblicato da MEGA dall’anno del debutto (2013) in poi, e l’obiettivo principale dichiarato è sempre quello di “raggiungere il massimo livello di conformità con le richieste di regolamentazione” provenienti dalle norme nazionali (Nuova Zelanda) e internazionali.

Dal rapporto emerge prima di tutto la popolarità raggiunta da MEGA, che se non è forse diventato il sostituto ideale di Megaupload ci è sicuramente andato molto vicino: dal 2013 fino al settembre del 2019, il numero dei file ospitati sul servizio è cresciuto da 600 milioni di file fino a 63,8 miliardi. Ogni secondo vengono attualmente condivisi 500 nuovi file da milioni di utenti diversi.

MEGA rispetta in pieno le leggi sulla protezione del copyright della Nuova Zelanda così come quelle americane (DMCA) ed europee, dice l’azienda, anche se il numero di richieste di rimozione processato si misura nell’ordine delle centinaia di migliaia. Cifre comunque insignificanti, se paragonate ai miliardi e miliardi di file presenti sulla piattaforma di storage telematico.

In ogni caso MEGA adotta una politica di “tre strike” sul modello delle fallimentari politiche anti-pirata degli ISP francesi e americani, e il risultato è altrettanto mediocre considerando i grandi numeri: l’azienda dice di aver sospeso ben 78.000 utenti dal 2013 a oggi, uno zero virgola che in ogni caso permette a MEGA di presentarsi come un’entità pienamente rispettosa delle norme nazionali e internazionali.

E la privacy? Il cyber-locker neozelandese si è sempre presentato come alfiere della riservatezza degli utenti, ma la privacy di MEGA è a dir poco discutibile per chi tiene particolarmente a cuore l’argomento: il servizio archivia i dati personali dei suoi utenti in maniera “indefinita”, e per 12 mesi dopo la chiusura di un account. I contenuti, invece, non possono essere decifrati senza il recupero della chiave crittografica corrispondente.

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