Mercato PC

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Mercato PC, crisi da COVID-19

Alfonso Maruccia | 15 Aprile 2020

Gartner IDC

Le analisi di IDC e Gartner evidenziano un trimestre in netto calo rispetto al precedente anno positivo. E la colpa è del COVID-19, vale a dire dell’impossibilità per le fabbriche cinesi di soddisfare le necessità produttive degli OEM.

Il 2019 si era chiuso in maniera sostanzialmente positiva per la distribuzione di PC e hardware informatico “tradizionale”, ma il 2020 è cominciato nel peggiore dei modi possibili: IDC e Gartner confermano, con numeri al solito divergenti, che la pandemia di COVID-19 ha letteralmente abbattuto la commercializzazione di nuovi sistemi in tutto il mondo.

Nonostante la forte richiesta di hardware per affrontare la quarantena in regime di smart working, la catena distributiva si è inceppata in maniera piuttosto vistosa: secondo le stime preliminari di IDC, la commercializzazione di PC tradizionali (desktop, notebook, workstation) nel primo trimestre del 2020 è crollata del -9,8% per un totale di 53,2 milioni di sistemi.

Mercato PC IDC, primo trimestre 2020

Fra i primi cinque produttori di PC al mondo, a fare meglio nel periodo in oggetto è stata Dell: la corporation statunitense è l’unica che registra un incremento (+1,1%), mentre gli altri fanno registrare il segno meno con una particolare criticità per Apple (-20,7%).

Le stime preliminari Gartner sono persino più negative, e parlano di un trimestre in calo del -12,3% – la prima riduzione significativa dopo tre trimestri consecutivi di crescita per un totale di 51,6 milioni di PC commercializzati. Anche per Gartner l’unico OEM a crescere è Dell (+2,2%), mentre il quinto e il sesto posto fanno registrare un crollo del -12,7% (Acer) e del -26,2% (Asus).

Mercato PC Gartner, primo trimestre 2020

ia IDC che Gartner sono concordi nell’evidenziare l’impatto estremamente negativo avuto dal blocco della produzione in Cina, una misura che si è resa necessaria per annullare la proliferazione incontrollata del virus SARS-CoV-2 ma che ha portato alla disponibilità sul mercato di un numero di PC inferiori alla domanda. Gli effetti del COVID-19 sul medio-lungo periodo sono ancora da valutare, ma le società di analisi già prevedono che la richiesta di nuovo hardware informatico dovrebbe calmierarsi nel prossimo futuro.

5G

Networking

Gartner: nel 2020 boom di investimenti per l’infrastruttura 5G

Alfonso Maruccia | 30 Luglio 2020

5G Gartner Reti

La società di analisi prevede un raddoppio negli investimenti per l’infrastruttura delle reti di nuova generazione. Donald Trump o meno, a guidare il mondo per il 5G sarà la Cina.

Le reti cellulari di nuova generazione sono al centro di una contesa geopolitica prima che tecnologica, ma gli investimenti vanno avanti nonostante tutto. Nemmeno Donald Trump, il COVID-19 o le tante crisi in cui oggi versa il mondo riusciranno a rallentare la corsa verso l’aumento di copertura della telefonia 5G.

Stando alle ultime previsioni di Gartner, alla fine dell’anno la spesa per l’installazione di infrastrutture dedicate al 5G sarà cresciuta del 96%. Un raddoppio di investimenti dal valore di $8,1 miliardi, mentre i ricavi passeranno dal 10,4% al 21,3% della torta complessiva delle comunicazioni senza fili.

Gartner 5G

Il boom dell’infrastruttura per il 5G compenserà, almeno in parte, la riduzione della spesa sulle reti di precedente generazione: le reti 4G e LTE scenderanno del -20,8%, il 3G del -37,1% e il 2G del -40,8%. Nel complesso, il 2020 vedrà una riduzione degli investimenti per le reti senza fili pari al -4,4%.

Gartner evidenzia altresì gli stati in cui i provider di servizi di comunicazione (CSP) investiranno maggiormente in 5G, con una copertura del territorio nazionale del 95% (entro il 2023) prevista per Cina, Taiwan e Hong Kong, Asia, America del Nord e Giappone. Sul breve termine, la potenza cinese continuerà a guidare lo sviluppo globale delle reti 5G grazie ai prezzi economici, gli investimenti statali e le regolamentazioni non troppo stringenti.

Mercato degli smartphone

Smartphone

COVID-19, vendite smartphone in calo del 20%

Luca Colantuoni | 3 Giugno 2020

COVID-19 Gartner Smartphone

In base ai dati pubblicati da Gartner, le vendite di smartphone nel primo trimestre 2020 hanno subito un calo del 20,2% a causa della pandemia COVID-19.

I dati negativi pubblicati da Canalys all’inizio del mese sono stati confermati anche da Gartner. In questo caso le percentuali sono più preoccupanti perché fanno riferimento alle vendite degli smartphone. Secondo la società di analisi, il calo nel primo trimestre supera il 20%. Solo Xiaomi ha leggermente incrementato le vendite tra i produttori inclusi nella top 5.

La pandemia COVID-19 ha colpito tutti i settori. Le fabbriche sono rimaste chiuse e gli utenti hanno deciso di acquistare solo prodotti essenziali (considerando anche i ritardi nelle consegne). Il crollo del mercato degli smartphone è piuttosto pesante. Rispetto al primo trimestre 2019 sono stati venduti oltre 75 milioni di unità in meno con un calo del 20,2%.

Vendite smartphone Q1 2020

L’unico dato positivo è quello di Xiaomi. Il produttore cinese ha incrementato le vendite dell’1,4%, grazie al successo delle serie Redmi e alle varie promozioni online. Samsung conserva il primo posto della top 5, ma ha venduto oltre 16 milioni di smartphone in meno rispetto allo stesso periodo del 2019 (-22,7%). Il dato peggiore è quello di Huawei: -27,3%. Oltre alla pandemia COVID-19, il produttore cinese ha subito anche le conseguenze del ban imposto dall’amministrazione Trump, ovvero l’impossibilità di installare le app Google sui nuovi dispositivi.

Apple ha venduto circa 3,6 milioni di iPhone nel primo trimestre 2020. Il calo dell8,2% è meno significativo rispetto agli altri produttori perché le vendite online hanno compensato quelle negli store (chiusi). Infine, Oppo ha venduto circa 24 milioni di smartphone con un calo del 19,1% dovuto soprattutto alla chiusura dei negozi, principale canale di distribuzione dei suoi dispositivi.

Computing - ICT

News

Gartner: cala il mercato dei dispositivi per colpa del COVID-19

Alfonso Maruccia | 27 Maggio 2020

Gartner Mercato Notebook Smartphone

Gli analisti di Gartner prevedono una notevole contrazione nel business dei dispositivi hi-tech, un mercato destinato a registrare quasi il -14% nel numero di unità commercializzate.

La pandemia globale di COVID-19 ha già avuto effetti negativi sul business degli smartphone, dei PC degli altri dispositivi tecnologici, e stando a quanto sostiene ora Gartner tali effetti si faranno sentire durante tutto l’anno 2020. Per una ripresa bisognerà aspettare il 2021. O forse il 2022.

Le nuove previsioni di Gartner parlano di un declino del 14% nel numero di dispositivi commercializzati entro l’anno in corso. Nel 2019 PC, smartphone e gli altri gadget hi-tech arrivati sul mercato ammontavano a 2,16 miliardi, ora invece si arriverà a malapena a 1,9 miliardi.

Mercato in declino

Gartner sottolinea come le previsioni per il declino del mercato PC (in discesa del 10,5% nel 2020) sarebbero potute essere persino peggiori, se il regime di quarantena imposto un po’ in tutto il mondo non avesse spinto la richiesta di sistemi portatili e periferiche correlate.

I primi segnali di un’inversione di tendenza arriveranno nel 2021, dicono gli analisti, e solo in relazione ai dispositivi “portatili” come laptop, tablet e Chromebook Internet-dipendenti. In questo caso a giocare a favore delle suddette categorie sarà il previsto aumento del telelavoro.

Il virus SARS-CoV-2 ha azzoppato anche la prevista diffusione degli smartphone compatibili con i network 5G. Secondo le previsioni i telefonini di nuova generazione avrebbero dovuto rappresentare l’11% dell’offerta, ma una copertura ancora limitata del 5G e il coronavirus hanno remato contro l’upgrade alle reti mobile.

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