Microsoft Managed Desktop, computer-come-servizio gestiti via cloud

Redmond ha finalmente svelato la sua offerta SaaS a “360 gradi” di cui si vocifera da tempo, un servizio ad abbonamento che fornisce hardware, software e supporto tutto incluso a un prezzo mensile variabile. Così il computer finisce tutto nel cloud.

Se ne parla già da mesi, e ora la nuova offerta “tutto incluso” e cloud-dipendente di Microsoft è stata presentata al pubblico in via ufficiale: Microsoft Managed Desktop (MMD) è un “pacchetto-come-servizio” comprendente sistema operativo, software di produttività e persino hardware che nelle intenzioni della corporation dovrebbe garantire un’esperienza di computing ideale (ancorché eterodiretta) per aziende e business di notevoli dimensioni.

MMD è l’ultima incarnazione della nuova vocazione “cloud first” di Microsoft promossa dal CEO Satya Nadella, un servizio che, al costo di un abbonamento mensile variabile calcolato sul numero di utenti da gestire, include il pacchetto Microsoft 365 Enterprise (Windows 10 Enterprise, Office 365, servizi Enterprise Mobility e sicurezza), hardware PC e supporto. Microsoft fornirà i dispositivi e li manterrà aggiornati tramite la gestione remota, garantendo l’installazione delle ultime patch e risolvendo eventuali problemi comparsi sui sistemi in leasing.

Microsoft 365

Stando a quanto sostiene Redmond, la gestione in subappalto dell’intera infrastruttura informatica – perché è questo, a conti fatti, che MMD rappresenta – permetterà alle organizzazioni IT di concentrarsi sul loro vero business, garantendo affidabilità e sicurezza su sistemi desktop descritti come “moderni” ma ancora nebulosi in quanto a specifiche tecniche e funzionalità integrate.

Già disponibile per alcuni clienti in USA e Regno Unito, il servizio MMD dovrebbe divenire operativo nei mercati di Canada, Australia e Nuova Zelanda all’inizio del 2019; l’espansione verso ulteriori zone geografiche arriverà nel corso della seconda parte dell’anno prossimo.

Al momento l’hardware offerto ai clienti finali assieme a MMD include solo sistemi Surface, ma Microsoft è al lavoro con i partner OEM storici (inclusi Dell e HP) per estendere il parco macchine disponibile. La corporation di Redmond assicura poi di voler sfruttare i dati raccolti con il monitoraggio analitico dei PC per migliorare l’esperienza di utilizzo, gestendo al meglio la compatibilità con applicazioni che non funzionano in armonia con il resto del sistema.

PCProfessionale © riproduzione riservata.