Huawei-Matebook-E

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Huawei Matebook E, produttività e intrattenimento 2-in-1

Roberto Cosentino | 14 Novembre 2017

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Dopo il primo Matebook dello scorso anno, Huawei prosegue nella proposta di 2-in-1 con il nuovo Matebook E, sempre basato […]

Dopo il primo Matebook dello scorso anno, Huawei prosegue nella proposta di 2-in-1 con il nuovo Matebook E, sempre basato su Windows 10 e dotato di cover/tastiera staccabile. Come il modello precedente, Il Matebook E va a competere direttamente con prodotti come il Microsoft Surface.

Nel nuovo modello troviamo uno disco Ssd da 256 GB (disponibili effettivamente circa 210), purtroppo anche in questo caso non espandibili via micro Sd. Il Matebook E è stato equipaggiato con il processore Intel Core i5 di settima generazione, che rende il prodotto molto veloce in fase di accensione e di elaborazione dei dati.
Invariato anche il quantitativo di Ram da 4 GB; avremmo preferito vederne 8, anche se non abbiamo riscontrato particolari problemi quando posto sotto stress, come ad esempio nell’utilizzo contemporaneo di app come Photoshop, Spotify e Chrome con diverse pagine attive. Quando impegnato in più processi il tablet si surriscalda moderatamente nella parte posteriore, più o meno all’altezza della fotocamera frontale.

Huawei-Matebook-E

Il Matebook E condivide le stesse dimensioni e lo stesso peso del processore: 278 x 194 x 6,9 millimetri per 640 grammi (senza tastiera, poco più di un kg con la tastiera agganciata). Non leggerissimo forse, ma il trasporto e l’utilizzo sono agevoli. Il Matebook E è caratterizzato da un design pregevole grazie allo chassis in alluminio, le cui cornici sono ancora più sottili del primogenito. Anche in questo caso lo schermo, di alta qualità, è caratterizzato da un pannello Ips da 12” con risoluzione di 2.160 x 1.440 pixel. I colori sono ben calibrati, e, per evitare i riflessi (almeno al chiuso), è quasi obbligatorio spingere la luminosità del display al massimo, scelta che incide inevitabilmente sulle prestazioni della batteria, sempre da 4.430 mAh. Il touch è reattivo, anche se ha qualche millisecondo di ritardo nel tracciamento e nel pinch to zoom.

Sebbene il device sia pensato per un’utenza business, la versatilità consente un intrattenimento godibile. Lo schermo coinvolge lo spettatore appieno, ben supportato dagli speaker, la cui qualità è al pari del display che deve affiancare. I timpani più fini, riscontreranno però un suono insipido sui bassi;  possiamo risolvere con accessori audio (da rivedere la posizione dell’ingresso jack in alto a sinistra) o con l’app preinstallata Dolby Audio per l’equalizzazione del volume, per quanto possibile. La vera nota dolente è la batteria, che assicura a fatica 6 ore lavorative. Va detto però che nel corso di questi test la luminosità dello schermo è sempre stata al massimo, senza considerare che il tablet è piuttosto sottile e una batteria più grande ne snaturerebbe il design. Il compromesso, quindi, è accettabile. Presente una sola fotocamera frontale da 5 megapixel, non eccellente, ma adeguata per le videochiamate. Il software integrato per scattare foto è forse sin troppo sofisticato per l’effettiva qualità del sensore e delle lenti, per cui gli evoluti controlli dello scatto sono una formalità. Registra discreti video a 30 fps, abbastanza buono il microfono.

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Nella confezione troviamo la tastiera Matebook Portfolio da agganciare magneticamente e che funziona anche da cover. Non flessibilissima, ma è resistente ed è molto stabile anche quando in viaggio o sulle gambe; quando si digita velocemente sulla tastiera rimane quasi immobile, i tasti sono piacevoli al tatto e dalla corsa soddisfacente. Difficile effettuare refusi, in quanto la spaziatura tra un tasto e l’altro è abbondante. Ciò che non soddisfa è l’inclinazione quando il tablet è posato sulle gambe. A meno che non assumiate una posizione ergonomica con il dorso sullo schienale, la visione è poco comoda; anche se, da qualsiasi angolo si guardi lo schermo, non si riscontrano difficoltà nel consultare i contenuti. Un altro aspetto della cover che meritava più cura è il design. Se da un lato il tablet è professionale ed elegante, l’utilizzo di un materiale più pregiato per la cover avrebbe conferito maggiore prestigio. Estetica a parte, la tastiera è irrinunciabile, perché la disposizione dei tasti di quella virtuale, nelle modalità landscape e portrait, rallentano anche gli utenti più veloci nella digitazione per via dei facili refusi in cui ci si imbatte. Il touchpad è spazioso e reattivo, così come i rispettivi tasti.

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Oltre alla tastiera, nella confezione troviamo un altro indispensabile accessorio già visto nel modello precedente, la MateDock 2, che si connette alla presa dell’alimentazione Usb Type C del tablet. Indispensabile perché ne espande la connettività aggiungendo una porta Usb standard. Non essendo presente uno slot per la Sim, in caso non vi fosse la possibilità di connettersi in Wi-Fi, non sarebbe possibile reperire file dai vari cloud; la porta Usb accorre quindi in aiuto. Presenti inoltre l’ingresso per l’alimentatore, una porta Hdmi e una Vga, utili per replicare le immagini su altri schermi o aggiungerne un secondo; è utilizzabile però solo un’uscita video per volta. Tra gli accessori spiace non ritrovare il pennino, presente nel primo Matebook e ora acquistabile a parte.

Il grande difetto di questo 2-in-1 è il prezzo; il predecessore venne lanciato al costo di 999 euro con il pennino e senza dock, a differenza del Matebook E in cui il pennino è opzionale e la dock è inclusa, al prezzo di 1.200 euro circa. Cifra forse alta per impensierire i diretti concorrenti (vedi Microsoft Surface); d’altro canto la mancanza di opzioni (più Ram o disco di capacità superiore, modem 4G) su questo prodotto lo allontanano dall’essere un oggetto altrimenti perfetto come compagno di viaggio.

Euro 1.199

PRO:

Ottimo display
Ottimo audio
Tastiera e touchpad efficaci
Leggero e maneggevole

CONTRO:

Autonomia migliorabile
Solo 4 GB di Ram
Mancano 4G e slot micro Sd

Huawei Nova 8 Pro

Smartphone

Huawei annuncia Nova 8 e Nova 8 Pro

Luca Colantuoni | 24 Dicembre 2020

Huawei Smartphone

I nuovi Huawei Nova 8 e Nova 8 Pro hanno uno schermo OLED, processore Kirin 985 con modem 5G integrato, 8 GB di RAM e quattro fotocamere posteriori.

Huawei ha annunciato in Cina due nuovi smartphone di fascia media con caratteristiche molto interessanti. Si tratta dei Nova 8 e Nova 8 Pro con schermo OLED e quad camera posteriore. Purtroppo la serie Nova non è mai arrivata in Italia, ma gli utenti potrebbero trovare specifiche simili in altri dispositivi.

I due smartphone hanno un design simile. Entrambi hanno una cover in vetro con sfumature cromatiche che riflette la luce in varie direzioni, uno schermo curvo ai lati e un modulo fotografico posteriore con quattro lenti e il flash LED. L’unica differenza visibile all’esterno è rappresentata dal numero di fori nel display. Il Nova 8 ha una singola fotocamera frontale da 32 megapixel, mentre il Nova 8 Pro ha due fotocamere frontali da 32 e 16 megapixel (standard e profondità).

La dotazione hardware del Nova 8 comprende uno schermo OLED da 6,52 pollici con risoluzione full HD+ (2340×1080 pixel) e refresh rate di 90 Hz, processore octa core Kirin 985, 8 GB di RAM e 128/256 GB di storage. Le quattro fotocamere posteriori hanno sensori da 64, 8, 2 e 2 megapixel (standard, ultra grandangolare, profondità e macro).

Huawei Nova 8

Huawei Nova 8

La connettività è garantita dai moduli WiFi 802.11ac, Bluetooth 5.1, GPS, LTE e 5G SA/NSA. Sono inoltre presenti il lettore di impronte digitali in-display, la porta USB Type-C e la batteria da 3.800 mAh con ricarica rapida da 66 Watt.

Il Nova 8 Pro ha invece uno schermo OLED da 6,72 pollici con risoluzione full HD+ (2676×1236 pixel) e refresh rate di 120 Hz. La connettività è garantita dai moduli WiFi 802.11ac, Bluetooth 5.2, NFC, GPS, LTE e 5G SA/NSA. Sono inoltre presenti il lettore di impronte digitali in-display, la porta USB Type-C e la batteria da 4.000 mAh con ricarica rapida da 66 Watt.

Huawei Nova 8 Pro

Huawei Nova 8 Pro

Il sistema operativo installato su entrambi i modelli è Android 10 con interfaccia EMUI 11 e Huawei Mobile Services. I colori disponibili al lancio (30 dicembre) sono nero, argento, verde e viola.

Huawei Mate 40 Pro+

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Huawei Mate 40 Pro+, re dei camera phone

Luca Colantuoni | 22 Dicembre 2020

Fotografia Huawei Smartphone

Secondo gli esperti di DxOMark, il nuovo Huawei Mate 40 Pro+ (non disponibile in Italia) è attualmente il migliore camera phone in assoluto.

Ancora una volta Huawei riesce a posizionare un suo smartphone in vetta alla classifica di DxOMark. Dopo i numerosi test effettuati, gli esperti francesi hanno decretato che il Mate 40 Pro+ è attualmente il re dei camera phone. Questo modello, non venduto in Italia, è il migliore della serie annunciata dal produttore cinese a fine ottobre.

Il Mate 40 Pro+ possiede quattro fotocamere posteriori e un sensore ToF 3D. Huawei ha scelto un sensore principale da 50 megapixel, abbinato ad un obiettivo con apertura f/1.9 con stabilizzazione otica delle immagini (OIS). La fotocamera ultra grandangolare ha un sensore da 20 megapixel e un obiettivo con apertura f/2.4. Ci sono inoltre un teleobiettivo con zoom 3x e apertura f/2.4, abbinato ad un sensore da 12 megapixel, e un teleobiettivo con zoom 10x e apertura f/4.4, abbinato ad un sensore da 8 megapixel. Per entrambi è presente la stabilizzazione ottica delle immagini.

Il punteggio di 144 relativo alla qualità delle foto è il più alto raggiunto finora. Secondo DxOMark, gli scatti sono quasi perfetti in ogni condizione di illuminazione. Ciò è merito dell’ampio range dinamico, del bilanciamento del bianco e della fedeltà cromatica. Tra buoni ed eccellenti i dettagli delle foto ottenute con la fotocamera ultra grandangolare e i due teleobiettivi, grazie anche al basso livello di rumore.

Huawei Mate 40 Pro+

Huawei Mate 40 Pro+

L’autofocus è veloce e preciso in quasi tutte le condizioni. Buona anche la qualità delle registrazioni video che sfruttano il sistema di stabilizzazione. Tra i pochi difetti ci sono gli artefatti (aliasing e ghosting) e differenze tra l’anteprima delle immagini mostrate sullo schermo e quelle catturate. Con il punteggio complessivo di 139, il Mate 40 Pro+ si posiziona davanti al “fratello minore” Mate 40 Pro.

Lo smartphone è dunque un ottimo acquisto, ma il prezzo è piuttosto elevato. Inoltre, come è noto, mancano i servizi Google. Gli utenti troveranno però molte app popolari sullo store AppGallery.

Huawei HarmonyOS 2.0 beta

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Huawei HarmonyOS 2.0, versione beta per smartphone

Luca Colantuoni | 16 Dicembre 2020

Huawei Smartphone Tablet

Huawei ha annunciato la versione beta di HarmonyOS 2.0 per smartphone e tablet, ma al momento è disponibile solo per gli sviluppatori cinesi.

Come promesso all’inizio di settembre, Huawei ha annunciato la versione beta di HarmonyOS 2.0 per smartphone e tablet. Il sistema operativo è al momento disponibile per gli sviluppatori cinesi. Sul sito ufficiale si possono trovare i tool e la documentazione.

La prima versione di HarmonyOS è attualmente installata sulle smart TV Vision di Honor. Il sistema operativo è stato progettato per supportare una ampio numero di dispositivi (TV, indossabili, smartphone, tablet, head unit). L’obiettivo iniziale di Huawei era ridurre la dipendenza Google, ma lo sviluppo è stato “incentivato” dal ban imposto dall’amministrazione Trump. Sui nuovi prodotti non è possibile installare i Google Mobile Services (GMS), sostituiti dagli Huawei Mobile Services (HMS). In futuro HarmonyOS potrebbe prendere il posto di Android.

HarmonyOS supporta diversi linguaggi di programmazione. Al momento sono disponibili oltre 15.000 API. In base alle prime informazioni, l’emulatore Huawei DevEco Studio (versione beta 2.0) permette di scrivere app in Java e XML. L’interfaccia è simile a quella di EMUI 11. Inizialmente è possibile installare HarmonyOS 2.0 beta su nove dispositivi: Huawei P40, P40 Pro, Mate 30, Mate 30 5G, Mate 30 Pro, Mate 30 Pro 5G, MatePad Pro, MatePad Pro 5G e MatePad Pro WiFi.

Gli sviluppatori devono effettuare la registrazione e successivamente scaricare la versione beta via OTA. È possibile ripristinare la EMUI 11 ufficiale, ma verranno cancellati tutti i dati. Se la roadmap verrà confermata, la versione stabile dovrebbe essere distribuita entro aprile 2021 per i dispositivi con un massimo di 4 GB di RAM, mentre il supporto per oltre 4 GB di RAM arriverà ad ottobre 2021. Sulla futura serie P50 verrà ancora installato Android. HarmonyOS potrebbe trovare posto sulla serie Mate 50.

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