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Netflix, breccia nella protezione allo streaming in Ultra HD?

Copie di alta qualità dei file originali di Stranger Things fanno la loro comparsa on-line, segno del fatto che le misure DRM a protezione dei flussi 4K/Ultra HD sono forse cadute sotto l’azione dei cracker professionisti.

Preceduta dal solito battage pubblicitario virale all’insegna degli anni ‘80, la terza stagione di Stranger Things è stata distribuita on-line da Netflix il 4 luglio scorso. Purtroppo per il colosso dello streaming, però, nel giro di 24 ore sono comparse anche le copie pirata dei nuovi episodi della popolare serie TV sci-fi con una qualità mai vista prima.

La crew nota come DEFLATE ha infatti distribuito una versione rippata in Ultra HD/4K dello show, una release “interna” contraddistinta dal tag WEB a significare la particolare origine dei rip: i contenuti pirata sono stati decriptati direttamente dai file originali, senza alcuna perdita di qualità né utilizzo di dispositivi di cattura o adattatori esterni.

Stranger Things pirata

La versione 4K di Stranger Things farebbe insomma pensare al fatto che il più alto livello di protezione di Widevine, la tecnologia anti-copia (DRM) adottata da Netflix per proteggere il suo streaming multimediale, sia stato definitivamente battuta, o quantomeno aggirata, dai gruppi più attivi sulla scena delle serie TV pirata.

Non è noto, al momento, il metodo utilizzato da DEFLATE per decodificare gli episodi di Stranger Things senza adattatori esterni; ma se la novità non rappresenta una rivoluzione per l’utente finale (i contenuti pirata in 4K abbondano oramai da anni in rete), di certo segna un nuovo, pericoloso sviluppo per il business dei contenuti che si affida alle DRM on-line per difendere la proprietà intellettuale delle produzioni più in vista.

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