NVIDIA GeForce RTX 20, grafica in ray tracing per le masse

La corporation californiana ha finalmente presentato la “next generation” delle sue GPU videoludiche, che ora si arricchiscono di un componente tecnologico potenzialmente in grado di far fare un salto evolutivo importante al settore.

A più di due anni di distanza dall’arrivo di Pascal e dopo settimane di indiscrezioni, NVIDIA ha scelto il palco della Gamescom 2018 in Germania per svelare al mondo le sue nuove GPU per il mercato consumer: la prossime GeForce non saranno più conosciute come “GTX” ma come “RTX”, un cambio di nomenclatura dovuto alle importanti novità tecnologiche integrate dalla corporation americana nelle unità computazionali di nuova generazione.

La serie GeForce RTX 20 presentata dal CEO di NVIDIA Jen-Hsun Huang è basata sulla microarchitettura Turing già vista nell’ultima iterazione delle schede professionali Quadro, e al momento include tre diverse GPU discrete: GeForce RTX 2080 Ti, GeForce RTX 2080 e GeForce RTX 2070. Le specifiche base delle GPU prevedono rispettivamente 4.352, 2.944 e 2.304 core CUDA, mentre la VRAM integrata ammonta a 11, 8 e 6 Gigabyte.

Le GPU RTX sono in realtà composte da tre diversi elementi computazionali, vale a dire l’engine per gli shader tradizionali della nuova architettura Turing, un motore per accelerare le applicazioni IA (Tensor Core) e un nuovo engine responsabile per la gestione della grafica in ray tracing chiamato RT Core. Proprio il ray tracing è la caratteristica qualificante delle nuove GeForce RTX, una novità tecnologica di cui si parla da anni e che NVIDIA ha opportunamente sottolineato come un cambio di paradigma per l’intero business videoludico e non solo.

Per la prima volta nella storia delle GPU discrete, infatti, la serie GeForce RTX 20 introduce la gestione in tempo reale del rendering 3D in ray tracing, una tecnologia fin qui relegata alla progettazione CAD e alla lunga e dispendiosa realizzazione degli effetti digitali nei lungometraggi Hollywoodiani con budget da centinaia di milioni di dollari. Diversamente dalla grafica raster tradizionale, il rendering ray tracing permette di ottenere scene e illuminazione fotorealistiche grazie al calcolo degli effetti di riflessione/rifrazione di ogni raggio luminoso sulle superfici e sugli oggetti 3D.

In realtà la gestione in tempo reale di tutta la grafica di una scena 3D in ray tracing è ancora impossibile persino per l’hardware più innovativo come è appunto GeForce RTX, per questo NVIDIA ha deciso di seguire un approccio ibrido in grado di cogliere il meglio dei due mondi per massimizzare la qualità visiva del rendering tridimensionale. E non è così tanto per dire, visto che alla Gamescom 2018 sono stati mostrati i video dei primi giochi (Metro Exodus, Battlefield V, Shadow of the Tomb Raider) in grado di sfruttare il nuovo engine con effetti di luce, ombre e un impatto visivo mai visti con le precedenti generazioni di GPU.

In attesa di verificare in concreto quanto le promesse di NVIDIA e dei trailer (spesso fallaci) dei publisher si concretizzeranno nei giochi fatti e finiti, le nuove schede GeForce RTX saranno disponibili in versione Founders’ Edition (commercializzate direttamente da NVIDIA) a partire dal 20 settembre, con i preordini già disponibili a un prezzo rispettivamente di $999 (GeForce RTX 2080 Ti), $699 (GeForce RTX 2080) e $499 (GeForce RTX 2070).

In Italia si parla invece di prezzi pari a €1.279, €869 e €649. I partner storici di NVIDIA (Asus, EVGA, Gigabyte Msi e altri) hanno ovviamente già pronte le loro proposte personalizzate, mentre per chi preferisce concentrarsi sulle prestazioni pure piuttosto che sull’hype del ray tracing la corporation promette un’efficienza nel rendering generale pari a 1,5 volte quella della passata generazione di GPU Pascal. Le capacità di calcolo in ray tracing, che NVIDIA ha deciso di misurare in “RTX-OPS”, sono invece otto volte superiori grazie al lavoro congiunto di Turing e RT Core.

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