Assassins Creed Odyssey via Project Stream

Project Stream è lo streaming videoludico di Google

Il colosso dell’advertising apre le porte al suo nuovo servizio di videogiochi gestito in remoto, un progetto dalla “beta” limitata che richiede una connessione decisamente veloce – almeno per gli standard italiani e non solo.

Chi si ricorda di OnLive, il “futuro dei videogiochi” finito nel dimenticatoio molto prima di poter rivoluzionare alcunché? Di certo se lo ricordano a Mountain View, dove la corporation dell’advertising ha deciso di avviare una nuova sperimentazione di streaming videoludico per una fetta di utenza limitata. L’obiettivo, ancora di là da venire, è permettere ai possessori di sistemi con hardware modesto di giocare ai titoli tripla-A più recenti su quasi ogni tipo di schermo.

Project Stream è un test tecnico pensato per risolvere alcune delle principali problematiche dello streaming di contenuti interattivi in tempo reale, spiega Google sul sito ufficiale del progetto, una tecnologia che promette di abbattere il lag – vale a dire il ritardo tra i comandi impartiti dal giocatore e la risposta dei server remoti rappresentata su schermo – e di trasmettere i giochi di ultima generazione su buona parte dei dispositivi su cui è disponibile il browser Chrome.

Il test di Project Stream comincia col botto, vale a dire con lo streaming di Assassin’s Creed Odyssey, il nuovo action-RPG della celebre saga di assassini di Ubisoft ambientato nell’antica Grecia. Lo streaming apre i battenti il 5 ottobre, sul sito del progetto sono già aperte le registrazioni ma solo ed esclusivamente per gli utenti che si trovano negli Stati Uniti.

Gli altri requisiti per poter accedere a Project Stream includono la disponibilità di un account Google e un account Ubisoft, una versione recente di Chrome (dalla 69 in poi, l’edizione mobile non è supportata), e una connessione a Internet “stabile” da 25 Megabit al secondo – un requisito, quest’ultimo, non ancora alla portata di tutti negli States e non solo.

Lo streaming dei contenuti via cloud computing avrebbe dovuto imporre questa tecnologia come il veicolo principale per la fruizione di videogiochi già anni or sono, e Google è evidentemente ancora convinta del fatto che il cloud sostituirà PC e console in un futuro non troppo remoto. Per ora, l’unica che ha fatto registrare risultati quantomeno interessanti con lo streaming videoludico è stata Sony con il suo servizio PlayStation Now.

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