Project xCloud

Project xCloud, anche Microsoft promette giochi in streaming

Con Project xCloud la corporation di Redmond si accoda ai concorrenti già impegnati nei test videoludici via cloud.

Lo streaming videoludico è un po’ come la realtà virtuale, o i corsi e ricorsi storici di Giambattista Vico: ogni decade ha il suo. Dopo il clamoroso flop della rivoluzione OnLine, oggi la promessa del ludo interattivo veicolato su ogni tipo di schermo o dispositivo grazie a una connessione di rete viene portata avanti direttamente dagli incumbent delle piattaforme commerciali esistenti. Inutile dirlo, anche Microsoft vuole essere della partita.

Lo streaming videoludico di Microsoft si chiama dunque Project xCloud, una tecnologia al momento in fase di test che nelle parole del colosso degli aggiornamenti fallati dovrebbe mettere l’utente al centro delle sue esperienze ludiche preferite. E’ la promessa di libertà dalla postazione fissa o dalla necessità di acquistare una potente macchina con hardware dedicato, sostiene Microsoft.

Alla base di Project xCloud c’è ovviamente l’infrastruttura cloud di Azure, piattaforma telematica che verrà aggiornata con l’installazione di tanti client Xbox in formato compatto. In pratica si parla di una motherboard contenente tutto l’hardware essenziale della console Microsoft perfettamente integrata nei server Blade già adoperati nei data center.

Il segreto nei data center

Parlando di data center, Microsoft sottolinea la disponibilità di 54 diverse “regioni Azure” in giro per il mondo, strutture in grado di fornire i numerosi servizi SaaS (Software-as-a-Service) dell’azienda a 140 diversi paesi. L’infrastruttura fisica c’è già, suggerisce insomma Redmond, mentre gli utenti dovranno avere a disposizione una connessione da almeno 10 megabit al secondo – velocità di rete attualmente usata per i test del sistema – o un collegamento mobile di ultima generazione (4G/5G) per poter effettuare lo streaming dei giochi per Xbox (One).

Microsoft promette di rivelare ulteriori dettagli in futuro in merito a Project xCloud, con il prevedibile obiettivo di aprire la fase di test agli utenti comuni prima di lanciare ufficialmente il servizio sul mercato. Quale che sia il futuro commerciale dello streaming videoludico, un fatto appare in ogni caso certo: i colossi di settore credono davvero nella possibilità di infilare tutti i loro utenti nel cloud, Sony ha già aperto le danze con PlayStation Now (anche su PC) e persino Google vuole una fetta di questo potenziale nuovo business.

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