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Il ritorno di Winamp, questa volta per davvero

Radionomy ha confermato i piani per il 2019, parlando di una nuova versione dello storico player multimediale per PC. Che poi partirà alla conquista del mobile e del cloud.

Winamp ha manifestato i primi, flebili segnali di vita un mese fa con la distribuzione “ufficiosa” di una nuova versione beta, e ora è la stessa azienda proprietaria del marchio a vuotare il sacco sui piani per il futuro: lo storico lettore multimediale tornerà in pompa magna nel 2019, con una versione rinnovata per sistemi desktop e una nuova “esperienza” di ascolto globale tutta cloud e gadget mobile. E la notizia, suggerisce qualcuno, potrebbe anche rappresentare l’inizio della fine del classico player per computer.

I fatti, prima di tutto: a confermare il ritorno di Winamp è stato Alexandre Saboundjian, CEO di Radionomy – la corporation che ha acquisito il brand nel 2014. L’anno prossimo ci sarà una versione “tutta nuova” del player, prima in formato “legacy” (vale a dire per PC) e poi con un’esperienza di ascolto “completa” e inter-piattaforma.

Winamp

Saboundjian evidenzia l’affetto che gli utenti ancora dedicano a Winamp, un player non aggiornato da anni ma che continua a fare il suo lavoro processando file multimediali e (soprattutto) brani musicali in formato MP3 su un gran numero di hard disk e dispositivi di storage. L’ultima release stabile (5.666.3516) è uscita il 12 dicembre 2013, ed è perfettamente utilizzabile anche sulle versioni più recenti di Windows 10.

Un futuro incerto?

Winamp “6” arriverà dunque nei prossimi mesi, e servirà presumibilmente a risolvere i bug e le incompatibilità che affliggono la vecchia release in ambito PC. Il futuro, dice invece Saboundjian, prevede che l’utente abbia la possibilità di accedere a un sistema di ascolto unificato in grado di accorpare, in una singola “app”, i diversi canali di ascolto oggi disponibili in maniera frammentata su mobile, su cloud, Web e altrove.

Con tutta l’evidenza del caso, Radionomy ha intenzione di lanciare l’ennesima app multimediale per Android appiccicandovi sopra il nome “Winamp”, una prospettiva che avrebbe forse potuto rappresentare un evento importante anni or sono – prima dell’arrivo di iTunes e delle piattaforme chiuse in stile iOS o, almeno in parte, Android – ma che ora non risulta poi così interessante. Qualcuno si spinge persino a ipotizzare la “morte” di Winamp per come lo abbiamo conosciuto in tutti questi anni, con lo sviluppo tutto concentrato sulla parte mobile e una lenta agonia della controparte desktop.

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