Riconoscimento facciale

San Francisco, divieto totale per il riconoscimento facciale

Una delle più importanti città statunitensi prende posizione contro la tecnologia biometrica usata a scopo di sorveglianza. Non vogliamo vivere in uno stato di polizia, dicono i legislatori.

San Francisco diventerà il primo municipio nordamericano a mettere al bando quasi totale l’uso del riconoscimento facciale da parte delle agenzie locali, una decisione presa a maggioranza che sancisce una posizione importante ma diametralmente opposta al trend che va per la maggiore nel resto degli Stati Uniti e in giro per il mondo.

Il Board of Supervisors della città californiana si è di recente espresso sulla Stop Secret Surveillance Ordinance, un’ordinanza proposta dal membro del Consiglio Aaron Peskin che è stata alla fine approvata con 8 voti favorevoli, 1 contrario e 2 assenti. D’ora in poi, le agenzie e le istituzioni dipendenti dal governo locale avranno bisogno di un permesso esplicito del Consiglio se vorranno usare (o anche solo acquistare) telecamere e sensori per schedare e identificare i volti delle persone.

San Francisco

Da qui a un mese, quando l’ordinanza entrerà ufficialmente in vigore, i 53 dipartimenti municipali dovranno liberarsi degli apparati già attivi oppure, in casi particolari come l’utilizzo delle body camera da parte delle forze dell’ordine, dovranno essere sottoposti a una fase di controllo e verifica come stabilito dalle nuove norme.

Non si tratta di una decisione “anti-tecnologica”, ci ha tenuto a precisare Peskin, quanto piuttosto dell’ammissione del fatto che il riconoscimento facciale è un sistema “straordinariamente pericoloso e oppressivo.” La tecnologia di sorveglianza a base di dati biometrici è sempre più popolare negli USA e altrove, e questo nonostante il riconoscimento facciale tenda a produrre un numero molto alto di falsi positivi (o falsi negativi) e non fornisca, in realtà, quella sicurezza superiore che le aziende produttrici vanno propagandando da anni.

L’uso degli apparati di sorveglianza richiede quella che gli yankee chiamano “accountability”, ha suggerito Peskin, va dunque regolamentato in maniera stringente e la città di San Francisco ha la responsabilità di prendere posizione su questo genere di tecnologia sempre più popolare e invasiva. L’aeroporto e il porto non saranno in ogni caso influenzati dalla nuova ordinanza, visto che si tratta di aree sotto il controllo diretto dello stato federale di Washington.

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