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TikTok ha tracciato gli indirizzi MAC su Android

Secondo il Wall Street Journal, TikTok per Android ha tracciato gli utenti attraverso l'indirizzo MAC dello smartphone fino al mese di novembre 2019.

Trump vuole bloccare l’accesso al social network perché invia i dati degli utenti statunitensi al governo cinese. Quanto scoperto dal Wall Street Journal sembra confermare lo scarso rispetto della privacy da parte di ByteDance. L’app TikTik per Android avrebbe tracciato gli indirizzi MAC per 15 mesi, violando le policy di Google.

Molte app mobile raccolgono vari dati che permettono di creare un profilo dell’utente e visualizzare inserzioni pubblicitarie personalizzate. Uno di questi dati è l’indirizzo MAC, una sequenza di 12 numeri e lettere che identifica il dispositivo mediante il chip di rete wireless. Essendo fisso e unico, l’utente non può resettarlo come avviene con l’ID pubblicità. Google ha bloccato l’accesso all’indirizzo MAC dal 2015, ma TikTok ha trovato un “loophole” per aggirare le restrizioni.

Esaminando varie versioni dell’app Android rilasciate tra aprile 2018 e gennaio 2020, il WSJ ha scoperto che TikTok ha tracciato gli utenti tramite indirizzo MAC per 15 mesi fino a novembre 2019. Tra l’altro è stata utilizzata la crittografia per nascondere i dati raccolti, come fanno molte app, ma ciò impedisce di verificare se TikTok rispetta la policy sulla privacy. L’uso dell’indirizzo MAC è vietato dal GPDR (Regolamento generale sulla protezione dei dati), in quanto considerato un dato personale. Teoricamente ByteDance rischia una multa piuttosto salata.

L’azienda cinese ha comunicato che l’attuale versione dell’app non colleziona gli indirizzi MAC. Un senatore repubblicano ha chiesto a Google di rimuovere TikTok dal Play Store, se non rispetta i requisiti e le leggi sulla privacy attualmente in vigore. Google ha dichiarato che investigherà sulla scoperta fatta dal Wall Street Journal.

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Seguo l'evoluzione tecnologia dalla fine degli anni '80 dopo aver acquistato il Commodore 64 e dal 2008 questa passione è diventata un lavoro. Da oltre 12 anni scrivo articoli su diversi argomenti tech e da maggio 2020 ho iniziato la collaborazione con PC Professionale.