Edward Snowden

Edward Snowden: con il COVID-19 arriverà l’architettura dell’oppressione

Snowden, l’uomo che ha svelato il tecnocontrollo globale a opera dell’intelligence statunitense, lancia ora l’allarme sulla nuova “architettura dell’oppressione” in via di costruzione con la scusa del COVID-19.

Edward Snowden è l’ex-agente della CIA che ha avuto il merito di scoperchiare il pozzo del Datagate, svelando grazie ai documenti riservati l’estensione e le capacità del controllo tecnologico globale a disposizione dell’intelligence statunitense. Un nuovo allarme Snowden lo lancia in merito al COVID-19, un problema di salute pubblica che i governi di tutto il mondo useranno come scusante per realizzare una nuova infrastruttura di tecnocontrollo avanzato.

Dalla sua residenza forzata in terra russa, Snowden è intervenuto in una recente intervista sulla pandemia globale del SARS-CoV-2: tutti i governi del mondo erano stati avvertiti, in maniera ripetuta e informata, sui possibili rischi di un’epidemia di proporzioni globali. Nonostante l’allarme di ricercatori, scienziati ed esperti, ha detto Snowden, nessun governo ha affrontato il problema con la serietà e la preparazione necessarie.

La presunta differenza tra regimi dittatoriali e i sistemi democratici occidentali? Snowden sottolinea il caso cinese, che in teoria dovrebbe essere in grado di fare cose che le democrazie non possono permettersi, e che secondo il whistleblower americano non da segnali del fatto che le sue azioni risultino più efficaci nel contrasto alla pandemia da COVID-19.

Snowden parla poi dello scivolamento, lento e inesorabile, in un mondo sempre meno liberale in cui l’autoritarismo si diffonde senza freni e i cittadini sacrificano i loro diritti per un presunto livello di sicurezza superiore. Una volta che sarà passata l’emergenza del coronavirus, preconizza Snowden, l’infrastruttura di controllo tecnologico messa in piedi da aziende e governi rappresenterà una nuova “architettura dell’oppressione” destinata a perdurare nel futuro.

PCProfessionale © riproduzione riservata.
Ha avuto il suo incontro fatale con la tecnologia negli anni '80, prima con i giochi arcade e poi con l'Intellivision di Mattel, e da allora la passione è andata solo aumentando. Quando non passa il proprio tempo a consumare notizie sull'attualità informatica ama leggere (su carta), scrivere, fotografare e collezionare vecchi libri sui sistemi operativi obsoleti.