Guerra dei dazi

Gli USA accusano Huawei di furto tecnologico

La guerra dei dazi tra USA e Huawei diventa legale, con Washington che accusa il colosso cinese di spionaggio e furto di tecnologia. I veri spioni siete voi, controbatte Huawei.

La guerra dei dazi tra Donald Trump e la Cina avrà anche portato a un primo punto di intesa, ma la situazione di Huawei nel mercato statunitense non sembra essere migliorata granché. Anzi: le autorità USA ora accusano la corporation asiatica in via formale, una mossa del Dipartimento di Giustizia (DoJ) che non lascia molte speranze per accomodamenti futuri.

Secondo la press release ufficiale del DoJ, infatti, Huawei viene ufficialmente accusata di truffa organizzata e furto organizzato di segreti industriali, con in più l’aggravante di aver fatto affari con i governi più invisi all’attuale amministrazione statunitense inclusi Corea del Nord e Iran in ambito di sorveglianza domestica.

Huawei

Huawei si sarebbe spesa per mesi nella sua pratica di furto e riutilizzo delle proprietà intellettuali di sei aziende tecnologiche USA non meglio precisate, dicono le autorità statunitensi; con l’obiettivo finale di espandere il business, il colosso cinese avrebbe rubato segreti industriali e lavori protetti dal diritto d’autore (come il codice sorgente o i manuali utente) divenendo prima partner delle aziende e poi violando il vincolo di confidenzialità stretto in precedenza.

Al momento Huawei non ha ancora replicato alle nuove accuse di Washington, ma una risposta ufficiale è arrivata nelle scorse ore in merito a un’altra questione sollevata dai reporter del Wall Street Journal in questi giorni: Huawei sarebbe dotata di un accesso “segreto” ai network delle compagnie telefoniche in giro per il mondo, accusano le fonti; come il Datagate scoperchiato da Edward Snowden dimostra, gli unici spioni certificati siete voi americani con CIA ed NSA – tirate fuori le prove, hanno risposto piccati da Huawei.

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