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Security

L’FBI avverte: Windows 7 è un pericolo per le reti aziendali

Alfonso Maruccia | 6 Agosto 2020

FBI Sicurezza Windows

Il bureau statunitense ha lanciato l’allarme sul pericolo connesso all’uso di Windows 7. Un sistema operativo senza più supporto ufficiale che i cyber-criminali prendono di mira con estrema facilità.

Windows 7 ha raggiunto il termine del supporto ufficiale a gennaio 2020, Microsoft non distribuisce più patch gratuite al pubblico ma centinaia di milioni di utenti continuano a utilizzare lo storico sistema operativo per PC. La perdurante popolarità di “Seven” è un rischio, e addirittura un disastro in attesa di verificarsi quando si tratta delle reti aziendali.

L’ennesimo allarme sui rischi connessi all’uso di Windows 7 nel 2020 arriva dall’FBI, che ha inviato una notifica espressamente pensata per l’industria privata statunitense. Il bureau federale mette in guardia sul fatto che Windows 7 ha da mesi raggiunto il suo “fine-vita”, e che ora l’OS uscito nel 2009 rappresenta un “bersaglio facile” per cyber-criminali, hacker black hat e spie di altre nazioni.

Windows 7, sfondo

Più passa il tempo, avverte l’FBI, più Windows 7 diventa pericoloso a causa della scoperta di vulnerabilità di sicurezza per cui non esistono patch ufficiali. Certo, concede l’agenzia USA, aggiornare a Windows 10 non è sempre facile e spesso richiede l’acquisto di nuove macchine o intere flotte di PC. Ma il prezzo dell’upgrade non supera quello delle proprietà intellettuali trafugate e i dati privati esposti al pubblico.

L’FBI chiama direttamente in causa minacce concrete come EternalBlue, la devastante vulnerabilità che ha permesso alla cripto-peste telematica nota come WannaCry di infettare centinaia di migliaia di PC (Windows 7) in tutto il mondo. O anche BlueKeep, una falla dal potenziale altrettanto devastante.

Oltre all’aggiornamento di Windows, l’FBI consiglia alle aziende statunitensi di applicare alcune regole di opsec basilari per salvaguardare i rispettivi reparti IT. Tali regole includono l’uso di antivirus, filtri anti-spam e firewall sempre aggiornati e ben configurati, la verifica dei “punti cedevoli” nella rete interna, il controllo ferreo delle comunicazioni RDP e l’uso dell’autenticazione a doppio fattore laddove possibile.

JCODE DisrupTor

Networking

DisrupTor, operazione contro il traffico di droga nella Darknet di TOR

Alfonso Maruccia | 24 Settembre 2020

Dark Web FBI Sicurezza

FBI ed Europol hanno collaborato per mettere fine a un’organizzazione specializzata nel traffico di droga. I criminali usavano la Darknet di TOR credendosi al riparo dagli investigatori.

Il team Joint Criminal Opioid and Darknet Enforcement (JCODE) del Dipartimento di Giustizia USA, FBI ed Europol hanno colpito il traffico di sostanze stupefacenti online nell’ambito dell’Operazione DisrupTor. Un’azione di contrasto che ha portato a quasi duecento arresti, centinaia di chilogrammi di droga sequestrati e svariati milioni di dollari sottratti ai cyber-criminali attivi nella Darknet di TOR.

Il Dark Web, luogo ben poco misterioso che ospita servizi Web legittimi ma anche operazioni e traffici illegali protetti dall’anonimato, era l’ambiente di lavoro scelto dai criminali acciuffati da FBI ed Europol in giro per il mondo. L’Operazione DisrupTor ha richiesto nove mesi di lavoro investigativo, ed è partita dal sequestro del marketplace noto come Wall Street Market (WSM) nel maggio del 2019.

Le informazioni recuperate dai server di WSM e dai suoi 1,5 milioni di clienti hanno permesso alle forze dell’ordine di individuare e arrestare 179 diversi soggetti, 121 dei quali presenti negli Stati Uniti, 42 in Germania, 8 nei Paesi Bassi, 4 nel Regno Unito, 3 in Austria e uno in Svezia.

Durante l’operazione sono stati rinvenuti 500 chilogrammi di droghe (cocaina, eroina, metanfetamine, ecstasy, MDMA), 274 dei quali solo negli Stati Uniti. Il denaro sequestrato ammonta a $6,5 milioni, in moneta reale o anche in criptomonete.

DisrupTor è una di quelle operazioni di alto profilo sul genere di quella che ha affondato il famigerato marketplace Silk Road, periodicamente indicate dalle autorità come esempio del fatto che nemmeno la Darknet è in grado di contravvenire alla regola aurea “il crimine non paga”. Non importa dove vanno a nascondersi i criminali, ha spiegato il direttore dell’FBI Christopher Wray in una conferenza stampa, gli agenti federali saranno sempre pronti a dar loro la caccia. Fuori e dentro la Darknet.

Senato USA

Networking

FBI&co., cronologia Web degli utenti consultabile senza mandato

Alfonso Maruccia | 15 Maggio 2020

FBI Privacy

Il nuovo PATRIOT Act in via di ratifica al Senato USA permetterà di accedere alla cronologia Web degli utenti senza mandato. L’emendamento “correttivo” è stato bocciato.

Questa settimana il Senato USA dovrebbe ratificare per l’ennesima volta il PATRIOT Act, la discussa legge anti-terrorismo introdotta da George W. Bush in seguito all’attentato contro le Torri Gemelle del 2001. Una nuova aggiunta permetterà all’FBI e alle altre agenzie federali di accedere alla cronologia di navigazione degli utenti senza prima chiedere un mandato al giudice, e sembra proprio che nessuno potrà impedire questa nuova modalità di indagine intrusiva a disposizione degli uomini in blu.

Il senatore democratico Ron Wyden e il repubblicano Steve Daines avevano in realtà provato a “installare” protezioni aggiuntive per la privacy degli utenti nel rinnovato Patriot Act. Ma una recente votazione sull’emendamento non è passata per un solo voto utile a raggiungere i 60 voti necessari.

Privacy

L’emendamento bipartisan “migliorativo” del PATRIOT Act è stato dunque bocciato, e ora i critici se la prendono con i senatori che risultavano assenti al momento della votazione. Tra gli “assenteisti” incriminati anche Bernie Sanders, ex-candidato alle Primarie democratiche che pure era favorevole alla risoluzione.

Stando a quanto dichiarato dal senatore Wyden, l’emendamento doveva garantire ai cittadini americani il diritto di “non preoccuparsi” dell’intromissione del governo federale nelle loro faccende telematiche più private e personali. C’è poi chi come Evan Greer, vice-direttore di Fight For The Future, ha ancora una volta criticato il Patriot Act nella sua interezza parlando di una delle peggiori leggi del secolo. Non esiste prova del fatto che la sorveglianza di massa sia servita a salvare una singola vita umana, ha rimarcato Greer.

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Windows

Come fare parentesi graffe e quadre su Windows e Mac

Martina Pedretti | 6 Gennaio 2021

Apple Windows

Come fare parentesi graffe e parentesi quadre: le soluzioni per Windows e Mac Quando si scrive può capitare di avere […]

Come fare parentesi graffe e parentesi quadre: le soluzioni per Windows e Mac

Quando si scrive può capitare di avere necessità di digitare delle parentesi. Fino a che si tratta delle parentesi tonde, il problema non si pone. Chi però scrive testi scientifici o si occupa di questioni che vanno al di sopra del normale livello di utilizzo di un programma di videoscrittura potrà avere la necessità di inserire anche altri tipi di segni tipografici. La domanda, allora, sorge spontanea. Come fare parentesi graffe e quadre su Windows e Mac?

Potrà sembrarvi una questione piuttosto scontata, ma la verità è che davvero moltissime persone non riescono a fissare nella propria mente la sequenza di tasti da premere per far comparire le parentesi graffe o quadre. Ecco, allora, come fare!

Come fare parentesi quadre su Windows

Come fare parentesi quadre su Windows

Come fare parentesi quadre su Windows

Andiamo per gradi e iniziamo dalle parentesi quadre. Sul sistema Windows la combinazione è piuttosto semplice. Vi basterà tenere premuto il tasto ALT GR e poi premere su quello che contiene il simbolo della parentesi quadra aperta o chiusa, a seconda dei casi.

Il tasto ALT GR si trova a destra della barra spaziatrice mentre quelli dedicati alle parentesi seguono la P.

Come fare parentesi graffe su Windows

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Come fare parentesi graffe su Windows

Per le parentesi graffe il procedimento è molto simile. Vi basterà aggiungere alla combinazione precedente il tasto SHIFT. La combinazione, dunque, diventa ALT GR + SHIFT + i tasti parentesi.

Lo Shift è presente sia sul lato sinistro che su quello destro della tastiera, rispettivamente sotto Caps Lock e Invio.

Vedrete, dunque, che far comparire i simboli di cui avete necessità sarà estremamente semplice.

Se però state scrivendo su Word e non ricordate le combinazioni da tastiera, c’è un altro modo per inserire i vostri simboli.

Come fare parentesi graffe e quadre su Microsoft Word, OpenOffice Writer e LibreOffice

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I simboli di Microsoft Word

Se non ricordate le combinazioni dei tasti che vi abbiamo appena descritto, Word e gli altri programmi di videoscrittura più noti danno la possibilità di visualizzare una console che presenta diversi simboli al suo interno. Con un semplice doppio click, o premendo sul tasto Inserisci dopo averlo selezionato, sarà possibile inserire il segno grafico necessario, comprese le parentesi quadre e graffe.

Per visualizzare la maschera, sia su sistema operativo Windows che su Mac vi basterà:

  • Microsoft Word: andare nella scheda Inserisci e individuare sulla destra la voce Simbolo.
  • OpenOffice Writer: cliccare su Inserisci e successivamente su carattere speciale
  • LibreOffice Writer: cliccare su Strumenti e selezionare Simbolo

E per quanto riguarda il Mac?

Come fare parentesi quadre su Mac

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Come fare parentesi quadre su Mac

Anche in questo caso si parla di semplici combinazioni di tasti. Per le parentesi quadre non dovrete far altro che cliccare il tasto OPTION, che trovate a entrambi i lati della barra spaziatrice, e il tasto delle parentesi al fianco della lettera P

Come fare parentesi graffe su Mac

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Come fare parentesi graffe su Mac

Alla precedente combinazione, per fare le parentesi graffe su Mac, vi basterà aggiungere il tasto SHIFT, come nel caso di Windows. La nuova combinazione sarà SHIFT + OPTION + i tasti delle parentesi. Niente di più facile, non credete?

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