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ChrEdge, il browser “malware” che ruba dati. E quote di mercato da Firefox

ChrEdge, la nuova variante di Edge che ha venduto l’anima a Chrome, continua a guadagnare terreno su Firefox. Mentre gli utenti di Windows 7 si lamentano del suo comportamento da vero e proprio malware.

Microsoft Edge non esiste più, lunga vita a ChrEdge. Il browser Microsoft con l’anima trapiantata da Chrome (Chromium) ha il vizietto di rubare i dati senza chiedere il permesso agli utenti, ma per quel che concerne Microsoft il traguardo è a portata di mano. La popolarità del nuovo Edge cresce, soprattutto perché Redmond ha deciso di “penetrare” i sistemi degli utenti senza nemmeno avvisarli di quanto farà male.

Il numero di utenti che decide (volente o nolente) di accogliere ChrEdge è in crescita, un dato già evidenziato in primavera e ora confermato dalle nuove statistiche di NetMarketShare. A luglio, la quota di mercato raggiunta da Edge è pari all’8,46% contro l’8% di giugno, mentre Firefox scende dal 7,58% al 7,27%.

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Su PC ChrEdge è ora il secondo browser più usato, anche se la prima posizione (saldamente in mano a Chrome con il 71% del mercato) sembra al momento ancora irraggiungibile. Con l’adozione del progetto Chromium, ChrEdge è un browser multi-piattaforma in grado di supportare diversi sistemi operativi oltre a Windows.

Più che le qualità intrinseche del nuovo prodotto, in realtà, a fare gioco alla crescita di popolarità di ChrEdge è molto probabilmente la chiara volontà di Microsoft di giocare sporco. Il colosso di Redmond ha deciso, tra le altre cose, di infilare il suo nuovo browser giù per la gola degli utenti di Windows 7, un OS non più supportato ufficialmente da gennaio 2020 ma ancora molto popolare presso l’utenza.

Microsoft ha deciso di abusare di Windows 7 e di trasformare lo storico OS in un cavallo di troia per gonfiare le statistiche di ChrEdge, e gli utenti non sembrano molto contenenti della cosa. C’è in particolare chi si lamenta del fatto che il nuovo Edge si comporta come un vero e proprio malware, visualizzando “schermate di benvenuto” a pieno schermo e importando i dati Web (cronologia, password ecc.) da Chrome senza alcuna conferma da parte dell’utente.

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