Macos

Come disporre di Night Shift da iOS 5 e su OS X con F.lux

Dario Orlandi | 22 Aprile 2016

iOS iPhone macOS

La versione 9.3 di iOS ha portato in dote la funzione Night Shift, che permette di variare la temperatura del […]

La versione 9.3 di iOS ha portato in dote la funzione Night Shift, che permette di variare la temperatura del colore dello schermo in base all’orario. Vari studi, infatti, hanno dimostrato che l’esposizione alle frequenze più elevate dello spettro luminoso (come i blu), può avere un’influenza negativa sui cicli circadiani e disturbare il sonno. Per questo motivo, Night Shift rende più calde le tonalità  dello schermo verso sera e durante la notte.

Una funzione simile è già  oggi disponibile per tutti i possessori di un dispositivo iOS jailbroken, grazie al tweak F.lux: si tratta della versione mobile di un software per Pc piuttosto conosciuto, che consigliamo (per lo stesso motivo) a chi utilizza un computer fino a tarda ora.

La versione per iOS è rimasta per qualche tempo nell’App Store ufficiale, finché Apple ha deciso di rimuoverla perché il suo funzionamento violava il Developer Program Agreement. Gli sviluppatori hanno quindi deciso di offrirla come tweak per Cydia: è scaricabile gratuitamente dal repository principale di questo store, ed è facilissimo individuarla per chiunque abbia effettuato il jailbreak del suo dispositivo. F.lux ha un grande vantaggio rispetto alla nuova funzione progettata da Apple: è disponibile subito, e per tutte le ultime versioni di iOS, a partire da iOS 5. Sullo stesso sito è disponibile l’edizione per desktop e notebook Apple, sotto OS X.

F.Lux

Il pannello di controllo di F.lux per iOS

F.lux è quindi utilizzabile anche con i dispositivi più vecchi, che non possono essere aggiornati a iOS 9. Il funzionamento di F.lux è molto semplice: basta avviare l’App e consentire la rilevazione della posizione geografica, per far sì che possa variare automaticamente la temperatura del colore. Inoltre si può impostare la temperatura utilizzata di giorno (il default di 6.500K è di solito la scelta migliore) e di notte, utilizzando due slider che mostrano subito l’anteprima dell’effetto dell’impostazione scelta.

Il tweak offre anche una pagina di impostazioni, in cui si può attivare la transizione lunga (che rende meno improvviso il passaggio dal giorno alla notte e viceversa) e attivare una funzione che esclude F.lux quando si utilizza il dispositivo per operazioni che richiedono un’alta fedeltà  dei colori.

App Store

iOS

App Store, spesi 280 milioni di dollari a Natale

Luca Colantuoni | 30 Dicembre 2020

App Apple iOS

Secondo SensorTower, a Natale sono stati spesi sugli store digitali quasi 408 milioni di dollari, il 68% dei quali su Apple App Store.

Apple può sicuramente festeggiare la fine dell’anno nel migliore dei modi. Non solo gli iPhone sono stati gli smartphone più venduti negli Stati Uniti a Natale, ma anche gli acquisti effettuati in tutto il mondo su App Store hanno fatto registrare un record durante il periodo festivo. Secondo SensorTower, quasi il 70% dei soldi sono stati spesi sullo store dell’azienda di Cupertino.

Gli effetti negativi del lockdown dovuti alla pandemia COVID-19 sono visibili in diversi settori, ma il mercato digitale ha ottenuto invece grandi benefici. Oltre all’aumento degli acquisti online (e del patrimonio di Jeff Bezos) c’è stato un uso maggiore dei servizi di videoconferenza e, come dimostrano i dati di SensorTower, degli store di Apple e Google. Tra il 1 e il 27 dicembre, gli utenti hanno speso quasi 9 miliardi di dollari in app e giochi.

Solo nel giorno di Natale sono stati spesi circa 408 milioni di dollari (4,5% del totale mensile), quindi il 34,5% in più rispetto al 2019. Come era prevedibile, la maggioranza degli acquisti è relativa ai giochi (circa 296 milioni di dollari, il 27% in più rispetto all’anno scorso). Il titolo più popolare è stato Honor of Kings con una spesa di 10,7 milioni di dollari.

Gli utenti hanno inoltre speso 112 milioni di dollari in app (non giochi) con un aumento del 59% rispetto a Natale 2019. La categoria che ha generato più entrate sugli store di Apple e Google è stata Intrattenimento. In questo caso, il primo posto è stato occupato da TikTok con 4,7 milioni di dollari.

Nonostante un numero maggiore di smartphone Android rispetto agli iPhone, le app iOS hanno generato il 68,4% delle entrate (circa 279 milioni di dollari), oltre il doppio delle app Android. Il 30% della somma è finita nelle tasche di Apple, ma a partire da gennaio 2021 gli sviluppatori dovranno versare solo il 15%, in base al nuovo App Store Small Business Program.

Apple WWDC 2020

iOS

Apple vs Corellium, nessuna violazione di copyright

Luca Colantuoni | 30 Dicembre 2020

Apple copyright iOS

Un giudice ha deciso che il software sviluppato da Corellium non viola il copyright di Apple perché viene utilizzata una versione modificata di iOS.

Apple ha perso la prima sfida legale contro Corellium, una startup che sviluppa un software in grado di creare iPhone virtuali, consentendo la scoperta di vulnerabilità in iOS. Il giudice Rodney Smith ha stabilito che Corellium non ha violato nessun copyright. Rimane ancora in piedi l’accusa di violazione del DCMA (Digital Millennium Copyright Act), ma la decisione rappresenta una significativa battuta d’arresto per l’azienda di Cupertino.

Corellium è una startup della Florida fondata nel 2017 che offre la possibilità di accedere alle versioni virtuali dei dispositivi (Android e iOS) eseguite su server ARM. Ciò permette ai ricercatori di sicurezza di scoprire eventuali bug senza utilizzare uno smartphone reale. Apple ha tentato di acquisire Corellium all’inizio del 2018. L’operazione non è riuscita, quindi ha deciso di citare in giudizio la startup ad agosto 2019.

Secondo l’azienda di Cupertino, il software di Corellium consente di creare iPhone virtuali, la cui unica funzione è quella di eseguire copie non autorizzate di iOS su hardware non Apple. Il giudice Smith ritiene invece che l’uso di iOS da parte di Corellium è consentito perché sono state aggiunte funzionalità non presenti sui dispositivi Apple, come la possibilità di modificare il kernel, fermare i processi in esecuzione ed eseguire altre operazioni.

Deve tuttavia essere verificata l’eventuale violazione del DCMA, la legge che vieta l’uso di tecnologie in grado di aggirare le misure di protezione dalla copia. Questa parte del caso verrà esaminato all’inizio di gennaio. Apple sostiene che Corellium potrebbe vendere il software a chiunque, senza segnalare la scoperta delle vulnerabilità, ma il giudice ha respinto anche questa accusa.

iMessage

App

Bug di iMessage usato per sorvegliare giornalisti

Luca Colantuoni | 21 Dicembre 2020

Apple iOS Sicurezza

Citizen Lab ha scoperto che una vulnerabilità di iMessage è stata sfruttata da alcuni governi per eseguire attacchi contro giornalisti di Al Jazeera usando lo spyware Pegasus.

Dopo circa un anno di silenzio torna nuovamente alla ribalta il famigerato Pegasus, tool di spionaggio sviluppato dalla israeliana NSO Group. Citizen Lab ha scoperto che lo spyware è stato utilizzato per sorvegliare alcuni giornalisti di Al Jazeera e Al Araby TV, sfruttando una vulnerabilità presente nella versione di iMessage preinstallata in iOS 13.5.1.

Pegasus viene venduto da NSO Group a diversi paesi per combattere il crimine organizzato e il terrorismo, ma in alcuni casi può diventare un ottimo tool per sorvegliare dissidenti politici, difensori della libertà e appunto giornalisti. Inizialmente gli attacchi verso specifici target venivano effettuati con l’invio di link via SMS. Circa un anno fa, Pegasus è stato utilizzato per spiare circa 1.400 utenti sfruttando una vulnerabilità di WhatsApp tramite un semplice squillo dello smartphone (una chiamata senza risposta).

Il nuovo attacco è stato eseguito contro alcuni giornalisti di Al Jazeera. Citizen Lab ha scoperto la presenza di Pegasus sull’iPhone di Tamer Almisshal dopo aver installato una VPN per monitorare i metadati associati al traffico Internet. Tracce dello spyware sono state trovate anche sull’iPhone di Rania Dridi, giornalista di Al Araby TV. I server utilizzati dallo spyware erano in vari paesi, tra cui l’Italia. Citizen Lab ritiene che gli attacchi siano partiti da Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita, clienti di NSO Group.

La vulnerabilità zero-day e zero-click era presente nella versione di iMessage inclusa in iOS 13.5.1. Lo spyware è stato utilizzato per accedere alle password, tracciare la posizione geografica dello smartphone, registrare audio ambientale, registrare le telefonate e scattare foto da remoto.

Citizen Lab ha fornito ad Apple tutte i dettagli della scoperta. L’azienda di Cupertino ha confermato che gli attacchi sono stati eseguiti contro specifici obiettivi da alcuni governi, consigliando di installare al più presto iOS 14 perché l’ultima versione del sistema operativo non presenta la vulnerabilità in iMessage.

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