Office

Macos

Microsoft Office, avvio più lento sui Mac con chip ARM

Luca Colantuoni | 13 Novembre 2020

macOS Microsoft Office

Microsoft ha comunicato che il primo avvio delle app Office richiederà circa 20 secondi in più perché è necessaria la traduzione del codice da parte di Rosetta 2.

L’azienda di Redmond ha pubblicato un documento sul sito di supporto per confermare la compatibilità di Office 2019 e Microsoft 365 con i nuovi Mac basati su architettura ARM. Al primo avvio delle app si noterà però un leggero ritardo dovuto alla tecnologia Rosetta 2.

Tutte le app sviluppate dall’azienda di Cupertino supportano il processore Apple M1 e i precedenti processori Intel, grazie all’uso di binari universali (un unico file eseguibile per entrambe le architetture). Le versioni x86 di Word, Excel, PowerPoint, Outlook, OneNote e OneDrive possono essere installate sui nuovi Mac con chip ARM. Microsoft consiglia di utilizzare quelle più aggiornate (build 16.43), in quanto sono state effettuate ottimizzazioni per macOS Big Sur.

Nella pagina di supporto è scritto che il primo avvio delle app richiederà più tempo perché il sistema operativo deve generare il codice ottimizzato per il processore Apple M1 (i successivi avvii saranno più rapidi). Gli utenti noteranno che le app “rimbalzano” nel dock per circa 20 secondi, ovvero fino al completamento del processo. La frase relativa ai 20 secondi è stata successivamente eliminata.

La “traduzione” del codice viene effettuata da Rosetta 2. La tecnologia è la soluzione temporanea sviluppata da Apple per consentire agli sviluppatori di creare un file binario universale. Il processo di conversione richiede tempo, quindi gli utenti noteranno un leggero ritardo nell’avvio delle app. Rosetta 2 non può tradurre le estensioni del kernel e le app di virtual machine. Apple non offrirà Boot Camp per i nuovi Mac, in quanto la versione ARM di Windows 10 è disponibile solo ai produttori di PC.

Microsoft 365 Mac ARM

Software

Microsoft 365, supporto nativo per Mac con chip ARM

Luca Colantuoni | 16 Dicembre 2020

Apple macOS Microsoft

Le app di Microsoft 365 sono ora in versione universale, quindi supportano nativamente il processore Apple M1 dei nuovi Mac, oltre ai processori Intel.

L’azienda di Redmond ha annunciato la disponibilità di nuove app Microsoft 365 con supporto per il processore Apple M1. Gli utenti possono quindi utilizzare la suite di produttività sui nuovi Mac con chip ARM in maniera nativa, ovvero senza ricorrere alla tecnologia Rosetta 2.

A metà novembre era stata rilasciata la versione 16.43 di Microsoft 365 con varie ottimizzazioni per macOS Big Sur. Microsoft aveva spiegato che la velocità di avvio sui nuovi Mac era leggermente inferiore, in quanto Rosetta 2 doveva effettuare la traduzione del codice x86. Con la build 16.44 sono stati creati i file binari universali (un unico eseguibile per le due architetture), quindi Word, Excel, PowerPoint, Outlook e OneNote offrono prestazioni simili sui Mac con processore Intel o Apple.

L’aggiornamento viene installato automaticamente. Se l’utente ha impostato il download manuale può ottenere le nuove versioni da Mac App Store o dal menu Help delle app. Microsoft consiglia di lasciare la scelta al sistema operativo, ma in alcuni casi l’utente deve dire a macOS di utilizzare Rosetta 2, ad esempio per la funzionalità Power Query di Excel e se vengono usati plug-in non ancora aggiornati.

Anche una delle app più popolari del momento, ovvero Microsoft Teams, può essere utilizzata solo tramite Rosetta 2. L’azienda di Redmond ha avviato lo sviluppo di una versione universale e fornirà aggiornamenti nelle prossime settimane. Microsoft ha inoltre aggiornato l’esperienza Office Start per Word, Excel, PowerPoint e OneNote, introducendo il design Fluent UI.

Nelle prossime settimane sarà anche disponibile il supporto per gli account iCloud in Outlook. Altre novità arriveranno all’inizio del 2021, tra cui i calendari condivisi.

Microsoft 365 - Outlook iCloud

Mac mini

Hardware

Amazon porta i Mac mini sul cloud di AWS

Luca Colantuoni | 1 Dicembre 2020

Amazon Cloud macOS

Amazon ha annunciato la disponibilità di nuove istanze EC2 basate sui Mac mini con processore Intel Core i7 di ottava generazione e 32 GB di RAM.

Amazon ha annunciato un’importante novità durante la conferenza AWS re:Invent. Gli sviluppatori possono ora utilizzare un’istanza EC2 (Elastic Compute Cloud) basata sui Mac mini di Apple. Sarà possibile accedere la versione cloud di macOS per creare app per iPhone, iPad, Mac, Apple Watch, Apple TV e Safari.

L’azienda di Seattle ha dunque accontentato gli utenti che avevano chiesto di utilizzare il sistema operativo di Apple su AWS (Amazon Web Services). Le nuove istanze basate su hardware Mac mini e AWS Nitro System permettono di utilizzare tutti gli strumenti di sviluppo senza avere un dispositivo Apple, sfruttando le caratteristiche di AWS, tra cui scalabilità, elasticità e affidabilità.

Amazon ha scelto però i “vecchi” Mac mini con processore Intel Core i7 di ottava generazione (Coffee Lake) a 3,2 GHz (4,6 GHz con Turbo Boost), 32 GB di RAM e sistema operativo macOS Mojave (10.14) e Catalina (10.15). L’azienda di Seattle ha promesso l’arrivo dell’aggiornamento a macOS Big Sur (11.0) e soprattutto l’aggiunta dei nuovi Mac mini con processore Apple M1 nel corso del 2021.

I Mac mini non sono stati modificati, ma Amazon ha disattivato WiFi e Bluetooth. Ogni istanza Mac viene eseguita in un Virtual Private Cloud (VPC). Gli sviluppatori possono accedere tramite linea di comando (SSH) o desktop remoto (VNC). Lo screenshot mostra la versione cloud di macOS Catalina (10.15.7).

Amazon EC2 Mac mini

Ogni utente ottiene l’accesso completo ed esclusivo (host dedicato) alla sua istanza Mac che non viene condivisa con altri utenti. Questo privilegio ha tuttavia un costo più elevato della media, ovvero 1,083 dollari all’ora con un pagamento iniziale di 24 ore. Ciò significa che lo sviluppatore dovrà spendere 25,99 euro al giorno. Le nuove istanze sono disponibili inizialmente in Nord Virginia, Ohio, Oregon, Irlanda e Singapore.

Apple M1

Software

Windows 10 ARM funziona su Mac con chip M1

Luca Colantuoni | 30 Novembre 2020

Apple ARM macOS Microsoft Windows

Uno sviluppatore ha installato una versione preliminare di Windows 10 ARM64 su un Mac mini con chip Apple M1, utilizzando QEMU e il framework Hypervisor.

Lo sviluppatore tedesco Alexander Graf è riuscito ad installare la versione ARM di Windows 10 sul recente Mac mini con processore Apple M1, utilizzando QEMU. Le prestazioni non sono eccezionali (la CPU è sempre al 100%), ma si tratta di un risultato molto interessante.

Come è noto, “Windows 10 on ARM” viene fornito esclusivamente agli OEM, quindi è disponibile solo preinstallato sui dispositivi con processore ARM. Microsoft non vende la licenza agli utenti finali, pertanto non è possibile utilizzare il sistema operativo sui nuovi MacBook tramite Boot Camp. Craig Federighi, Vice Presidente della divisione Software Enginnering di Apple, aveva confermato durante un’intervista che il chip M1 supporta nativamente la versione ARM di Windows 10.

Lo sviluppatore Alexander Graf ha virtualizzato una build di Windows 10 ARM64 Insider Preview, applicando una patch a QEMU, in modo da sfruttare il framework Hypervisor di Apple. Hypervisor consente di interagire con le tecnologie di virtualizzazione nello spazio utente senza scrivere estensioni del kernel (KEXT).

Non è certamente una soluzione ottimale, ma rappresenta la prova che Windows 10 ARM64 può essere utilizzato sui Mac con processore Apple M1. Questa versione del sistema operativo supporta le app x86, mentre è in arrivo il supporto per le app x64. Le prestazioni sono inferiori a quelle offerte da Rosetta 2, ma potrebbe essere una valida opzione se le app x86 non sono disponibili ufficialmente per Mac.

La CPU (virtualizzata) funziona sempre al 100%. Inoltre 16 GB di RAM (il massimo supportato dal chip Apple M1) sono pochi per i software di virtualizzazione. Probabilmente Apple incrementerà la quantità di RAM supportata a 32 GB con il futuro processore M1X che dovrebbe essere integrato nel MacBook Pro da 16 pollici atteso nella seconda metà del 2021.

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