Sviluppo di videogiochi

Un fondo italiano per finanziare lo sviluppo di videogiochi

IIDEA ha comunicato l’arrivo di finanziamenti a fondo perduto per lo sviluppo di videogiochi nell’ambito del Decreto Rilancio post-COVID-19. Una prima volta importante per il mercato italiano.

Approvato dal Consiglio dei Ministri il 13 maggio e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 maggio scorso, il cosiddetti Decreto Rilancio contiene “misure urgenti” per il sostegno economico e sociale in seguito all’epidemia di COVID-19. Fra le tante misure previste c’è anche un fondo per lo sviluppo di videogiochi, un tipo di iniziativa che non ha precedenti nel panorama videoludico italiano.

A rimarcare la presenza di fondi dedicati è stata IIDEA, l’associazione italiana degli sviluppatori di videogiochi già nota come AESVI. Il “First Playable Fund” incluso nel DL governativo prevede lo stanziamento di 4 milioni di euro per il 2020, un fondo dedicato esclusivamente alla realizzazione di prototipi di videogiochi e quindi alla fase di pre-produzione iniziale.

IIDEA

I contributi a fondo perduto potranno coprire il 50% delle spese necessarie alla creazione dei prototipi, per una somma massima compresa tra € 10.000 e € 200.000 per singolo prototipo. La fase di pre-produzione è estremamente delicata, sottolinea IIDEA, e in genere prevede un autofinanziamento allo scopo di realizzare una prima idea (o un primo codice eseguibile) necessaria a cercare ulteriori finanziamenti.

IIDEA ha altresì sottolineato di essere da tempo impegnata nella promozione di misure di sostegno pubblico allo sviluppo videoludico anche in Italia, dove il settore include prevalentemente piccole e micro imprese con scarso capitale iniziale a loro disposizione.

Il First Playable Fund rappresenta una prima risposta a questa esigenza di supporto allo sviluppo di videogiochi made in Italy, anche se è solo un primo passo su un percorso ancora lungo. Un futuro decreto attuativo dovrà stabilire criteri di accesso e modalità di candidatura per usufruire dei contributi.

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Ha avuto il suo incontro fatale con la tecnologia negli anni '80, prima con i giochi arcade e poi con l'Intellivision di Mattel, e da allora la passione è andata solo aumentando. Quando non passa il proprio tempo a consumare notizie sull'attualità informatica ama leggere (su carta), scrivere, fotografare e collezionare vecchi libri sui sistemi operativi obsoleti.