Diablo II (artwork)

Gioco della settimana – Diablo II: Lord of Destruction

Dopo 20 anni di onorata carriera sugli HDD degli appassionati di tutto il mondo, Diablo II continua a essere il miglior action-RPG mai creato. Un primato destinato forse a durare ancora a lungo.

Il 29 giugno 2020 segna il ventesimo anniversario dalla commercializzazione di Diablo II, gioco di ruolo d’azione che ha sostanzialmente codificato le basi di un genere ancora oggi molto popolare. Blizzard North, lo studio responsabile della sua creazione, è defunto da tempo e Diablo III è solo un’ombra del suo blasonato predecessore.

Diablo II ha rappresentato un upgrade decisamente corposo rispetto al gioco originale, offrendo un sistema di skill ad albero particolarmente ricco, un gameplay a base di “build” (versioni di un personaggio specializzate in particolari abilità o gruppi di skill), una storia dark fantasy ispirata e avvincente, un comparto tecnico (per l’epoca) assolutamente grandioso e una colonna sonora (a opera di Matt Uelmen) tutt’ora inarrivabile.

Cinque le classi di personaggio disponibili per il PG, ovvero Amazzone, Negromante, Barbaro, Incantatrice e Paladino (la nostra preferita in assoluto da 20 anni a questa parte). Le classi del PG salgono a sette (Druido, Assassina) con Diablo II: Lord of Destruction, fondamentale espansione al gioco base sviluppata e commercializzata da Blizzard l’anno successivo (2001).

E poi ancora un sistema di rune capaci di “incantare” gli oggetti con incavi, cinque lunghi Atti che narrano la lotta degli eroi mortali contro i Primi Maligni e le forze demoniache degli Inferi Fiammeggianti, una rigiocabilità sostanzialmente infinita e il supporto completo al gioco online tramite l’allora nascente piattaforma Battle.net.

Diablo II è stato accolto dal pubblico di appassionati in maniera a dir poco calorosa, vendendo milioni di copie piuttosto in fretta e favorendo la nascita di una community che continua a discutere e pubblicare contenuti (e patch, Mod, guide, informazioni, …) a 20 anni di distanza.

In questi ultimi anni si parla con sempre maggiore insistenza di un remake a opera della moderna Blizzard tutta WoW, MMOG, accessibilità e microtransazioni, ma è forse un bene che buona parte degli asset originali del gioco sia andata perduta per sempre. In attesa di conoscere il modo in cui la corporation di Irvine riuscirà a rovinare le ottime premesse dark fantasy del già annunciato Diablo IV

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