Chrome OS faciliterà la condivisione dei file con Windows

Le future versioni del sistema operativo Internet-dipendente di Google includeranno il supporto nativo al file sharing via Samba, una funzionalità specificatamente pensata per attirare gli utenti avanzati e le piccole aziende.

Google è da tempo impegnata a corteggiare fasce di utenza diverse dal settore educativo per la vendita dei suoi Chromebook, e una delle nuove funzionalità in arrivo sulla futura versione di Chrome OS sembra fatta apposta per rendere i thin client di Mountain View più appetibili a chi usa il PC per lavorare e non solo per accedere al Web.

La versione 70 di Chrome OS dovrebbe infatti includere il supporto alla condivisione di rete su protocollo Samba, un’opzione già disponibile nell’ultima versione Canary (alpha) del sistema e che, stando a quanto sostengono gli sviluppatori di Google, avrà il compito di facilitare l’accesso ai file condivisi ospitati su macchine diverse da un client Chromebook.

Al momento la condivisione di rete tramite protocollo SMB su Chrome OS è possibile solo tramite l’installazione di un’estensione ufficiale, anche se gli utenti lamentano prestazioni non al top e una certa instabilità nell’utilizzo del tool. L’integrazione nativa della funzionalità su Chrome OS dovrebbe rendere la gestione delle condivisioni SMB molto meno problematica e più efficiente.

L’accesso (in lettura e scrittura) alle condivisioni SMB dovrebbe far parte di Chrome OS 70, release del sistema in arrivo il 23 ottobre prossimo. A quel punto, i Chromebook potranno “parlare” più agilmente con i PC, i server Windows e i dispositivi NAS per l’archiviazione SOHO.

Almeno all’inizio, comunque, il supporto SMB in Chrome OS avrà qualche difetto non da poco – primo fra tutti l’impossibilità di salvare la password di accesso alla cartella condivisa per il riutilizzo tra una sessione e l’altra. La funzionalità dovrebbe comunque essere implementata nel prossimo futuro (Chrome OS 71 o 72).

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