Sony Vision-S

Sony VISION-S, il prototipo di berlina hi-tech di prossima generazione

Sorprendendo un po’ tutti, Sony ha svelato un prototipo di auto ultra-connessa, ultra-sicura e strapiena di sensori. VISION-S è il contributo del colosso nipponico al futuro dell’automotive ad alto contenuto tecnologico.

Fra le tante novità date in pasto agli avventori e ai reporter di settore, l’edizione 2020 del CES di Los Angeles ha rappresentato l’insolito palco su cui Sony ha deciso di svelare il suo nuovo prototipo. E questa volta non si tratta di una console videoludica, di un TV-set a schermo piatto o di uno smartphone ma di un’automobile elettrica hi-tech chiamata VISION-S.

Più che di un auto consumer propriamente detta, VISION-S è il prototipo di una piattaforma utile a mostrare quella che per Sony dovrebbe rappresentare la mobilità nel futuro prossimo-venturo. Un futuro in cui le auto saranno ovviamente tutte a propulsione elettrica, offriranno un’esperienza di guida semi-assistita, un intrattenimento a 360 gradi e una piena “consapevolezza” dell’ambiente esterno grazie a decine e decine di sensori integrati.

Per “cambiare la mobilità come la conosciamo oggi”, il colosso nipponico ha stretto partnership con svariate aziende di settore per assemblare il suo prototipo di berlina ultra-performante: VISION-S è dotata di funzionalità di guida autonoma di livello 2, include oltre 30 sensori (camere CMOS, LiDAR a stato solido ecc.), un doppio motore elettrico da 400kW (536hp) in grado di spingerla da 0 a 100 km/h in 4,8 secondi e di raggiungere una velocità massima di 240 km/s.

VISION-S è inoltre equipaggiata con un sistema di speaker surround a 360°, intrattenimento widescreen completo (impensabile farne a meno per una corporation come Sony) e un sistema “software-oriented” in grado di ricevere aggiornamenti over-the-air come uno smartphone qualsiasi. La berlina di Sony non arriverà mai sul mercato, ma la corporation ha effettuato i test su strada necessari a verificare il rispetto di tutte le regolamentazioni sulla sicurezza.

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Ha avuto il suo incontro fatale con la tecnologia negli anni '80, prima con i giochi arcade e poi con l'Intellivision di Mattel, e da allora la passione è andata solo aumentando. Quando non passa il proprio tempo a consumare notizie sull'attualità informatica ama leggere (su carta), scrivere, fotografare e collezionare vecchi libri sui sistemi operativi obsoleti.