Ekto One

Tech

Ekto One, stivali robotici per la VR in movimento

Alfonso Maruccia | 30 Settembre 2020

VR

La statunitense Ekto VR ha presentato il suo primo prodotto per la VR: Ekto One è un paio di stivali pensato per simulare il movimento nelle esperienze virtuali. Con alcune controindicazioni, almeno per il momento.

La scelta di caschetti per la realtà virtuale comincia a essere piuttosto variegata, e le nuove proposte in tal senso arrivano sul mercato con una certa regolarità. Uno dei problemi della VR che per ora continua a essere irrisolto è quello del movimento, ma Ekto VR ha pronta una proposta potenzialmente interessante per chi vorrebbe muoversi nella realtà oltre che nel mondo virtuale.

Il primo prodotto ufficialmente presentato da Ekto VR si chiama infatti Ekto One, ed è un paio di stivali robotici pensati per dare la sensazione del movimento mentre ci spostiamo nella virtualità. Gli stivali Ekto One sono leggeri, con un paio di dispositivi rotanti alla base e si fissano in sicurezza ai piedi dell’utente. Che a quel punto potrà cominciare a camminare in un’esperienza VR come Half-Life: Alyx, avendo la sicurezza di restare sempre al centro della stanza.

Nelle intenzioni dell’azienda statunitense, gli stivali Ekto One dovrebbero offrire una maggiore sicurezza e una migliore immersività nella VR, con un paio di freni integrato pensato per facilitare il mantenimento della posizione eretta quando l’utente cessa di spostarsi nel mondo virtuale.

Anche se è stato testato con un gioco come Half-Life: Alyx, Ekto One è al momento un prototipo destinato al settore enterprise per applicazioni industriali e non. Il design presenta ancora evidenti limitazioni, prime fra tutte la necessità di camminare molto lentamente e una certa instabilità nei movimenti. Difetti che, augurabilmente, potranno essere affrontati e risolti prima del debutto della versione consumer del dispositivo (da qui a 2-4 anni).

Super Nintendo World

News

Super Nintendo World, il primo parco a tema Nintendo apre a febbraio

Alfonso Maruccia | 1 Dicembre 2020

Gaming Nintendo VR

Dopo una lunga attesa si avvicina la data di apertura di Super Nintendo World, primo parco a tema nato dalla collaborazione tra Nintendo e Universal Studios. Solo in Giappone, almeno per ora.

Di un parco divertimenti interamente dedicato ai mondi videoludici di Nintendo si parla da anni, e ora arriva la conferma dell’apertura della prima struttura di questo genere. Super Nintendo World accoglierà i primi visitatori il prossimo 4 febbraio, con un’esperienza mista reale-virtuale che per il momento resterà esclusiva degli appassionati giapponesi.

Il 2020 cade il trentacinquesimo anniversario dal debutto di Super Mario Bros., e Nintendo aveva tra le altre cose promesso novità sul già pianificato parco a tema tutto dedicato al mondo dell’idraulico baffuto e degli altri personaggi ricorrenti della serie Super Mario. La pandemia di COVID-19 ha ritardato i piani iniziali ma non li ha annullati, almeno in un paese (il Giappone) in cui il virus SARS-CoV-2 ha colpito molto meno che in altre parti del mondo.

https://www.youtube.com/watch?v=i4Nc9au7FjY

Stando alle informazioni ora disponibili, Super Nintendo World offrirà un’esperienza mista composta da elementi reali (un giro in repliche di kart da Mario Kart instradate su binari prefissati) e virtuali, con un paio di occhiali AR pensati per fornire un senso di interattività (e una parziale illusione di controllo) al tutto.

L’attrazione dedicata a Mario Kart è ambientata all’interno del castello di Bowser, il cattivo di Super Mario per eccellenza, e l’ambiente è progettato in modo da immergere completamente i visitatori nel mondo della pluripremiata saga videoludica di Nintendo.

Sviluppato in collaborazione con Universal Studio Japan, Super Nintendo World dovrebbe essere il primo di una serie di intrattenimenti a tema Super Mario in via di realizzazione in giro per il mondo. Per il Giappone la cosa è fattibile già ora, grazie a un numero di casi di COVID-19 estremamente ridotto ancorché in crescita. Un nuovo Super Nintendo World dovrebbe invece aprire a Los Angeles tra il 2021 e il 2020, sempre che gli USA sopravvivano a una pandemia che al momento galoppa con circa 200.000 casi e un migliaio di morti in più ogni 24 ore.

Spatial Reality Display

Tech

Spatial Reality Display, 3D senza casco per artisti e creativi

Alfonso Maruccia | 19 Ottobre 2020

3D Sony VR

L’offerta Spatial Reality Display si rivolge a una categoria di clienti piuttosto particolare, con una rappresentazione tridimensionale che non necessita di visori esterni.

Presentato inizialmente durante il CES 2020, Spatial Reality Display è un accessorio decisamente particolare che promette una rappresentazione tridimensionale senza necessità di indossare visori esterni. Basta osservare il display di Sony dalla giusta distanza (una persona alla volta) e le immagini prendono letteralmente vita.

Spatial Reality Display (SRD) è un display Ultra HD/4K da 15,6”, con un sensore ad alta velocità in grado di tenere traccia dei movimenti degli occhi in orizzontale e in verticale. Essendo un prodotto destinato agli artisti, ai designer e ai creatori di contenuti, SRD offre il supporto al 100% della gamma cromatica Adobe sRGB, una temperatura di 6.500K e una luminanza di 500 nit.

Ricoperto da micro-lenti in grado di facilitare la visione stereoscopica, Spatial Reality Display necessita altresì di un PC piuttosto potente (“almeno” con una CPU Core i7-9700K e una GPU RTX 2070 Super) che sia in grado di generare due diverse immagini 2K da “sparare” in tempo reale negli occhi dell’osservatore. Secondo chi ha assistito dal vivo al suo funzionamento, SRD rassomiglia a un diorama virtuale in cui l’illusione della tridimensionalità svanisce se non si guarda esattamente al centro dello schermo.

Sia come sia, Spatial Reality Display promette un nuovo livello di interazione coi contenuti 3D/stereoscopici con tanto di supporto alle piattaforme e agli SDK più popolari come Unity e Unreal Engine. Una piattaforma utile a sviluppare esperienze VR, videogiochi e design per l’automotive o l’edilizia, tutti ambiti in cui i potenziali clienti potranno certo permettersi di spendere i $5.000 necessari all’acquisto di un singolo display. In arrivo il mese prossimo.

Omni One

Tech

Omni One, realtà virtuale a 360 gradi

Alfonso Maruccia | 12 Ottobre 2020

Gaming VR

Virtuix lavora a Omni One, sistema di realtà virtuale che promette libertà di movimento assoluta. L’utente può camminare, correre, combattere e interagire con le esperienze VR senza muoversi di un centimetro.

Mentre Google da l’addio definitivo a Daydream, la VR per smartphone nata già morta, start-up in cerca di investimenti sono impegnate a sviluppare soluzioni innovative per le esperienze in virtualità davvero “immersive”. Ekto VR lavora agli stivali robotici Ekto One, mentre Virtuix preferisce seguire la strada del tapis roulant “infinito” con Omni One.

Più che un tapis roulant, in realtà, Omni One è una piattaforma scivolosa capace di mantenere la posizione dell’utente fissa e senza rischio di farsi male. Il sistema è di tipo “all-in-one”, visto che include un caschetto dedicato, controller per entrambe le mani, un corpetto da agganciare all’imbracatura collegata alla base scivolosa e infine un paio di scarpe pensate per ridurre al minimo l’attrito.

L’obiettivo finale di Omni One è permettere all’utilizzatore di camminare, correre, spostarsi e interagire in VR con la più completa libertà di movimento, una prospettiva sfruttata anche in Ready Player One di Steven Spielberg (il film più noiosamente citazionistico della fantascienza degli ultimi anni) che però necessita del supporto esclusivo da parte degli sviluppatori.

Omni One non sarà insomma compatibile con i classici giochi per PC (apparato di cui il sistema di Virtuix può fare benissimo a meno) ma offrirà una serie di esperienze dedicate distribuite tramite il solito store (digitale) proprietario, e per entrare in casa necessiterà di un esborso economico di circa $2000. Virtuix è alla ricerca di investitori e di capitali freschi per concretizzare le promesse di Omni One entro la metà dell’anno prossimo.

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