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TikTok, Trump approva l’accordo con Oracle e Walmart

Luca Colantuoni | 20 Settembre 2020

Donald Trump Oracle Social

L’amministrazione Trump ha approvato l’accordo che prevede l’acquisizione del 20% di TikTok Global da parte di Oracle e Walmart, rispettivamente partner tecnologico e commerciale.

Sembra finalmente arrivata la fine della “telenovela” che vede protagonisti il governo degli Stati Uniti e ByteDance. Il Presidente Trump ha approvato l’accordo tra TikTok e la coppia Oracle-Walmart, in base al quale le due aziende statunitensi acquisiranno il 20% della nuova società TikTok Global che avrà sede in Texas. Per questo motivo, il Dipartimento del Commercio ha posticipato al 27 settembre l’eventuale ban delle app dagli store di Apple e Google.

Wilbur Smith, Segretario al Commercio, aveva comunicato che TikTok (e WeChat) dovevano essere rimosse da App Store e Play Store a partire da oggi. Poche ore dopo, l’azienda cinese aveva depositato una denuncia contro l’amministrazione Trump per chiedere il blocco del ban. Ma la denuncia verrà probabilmente ritirata, in quanto il Presidente ha successivamente dato il suo parere favorevole all’accordo tra TikTok Global, Oracle e Walmart. Ora manca solo l’approvazione da parte del CFIUS, l’ente governativo che valuta le implicazioni per la sicurezza nazionale degli investimenti stranieri negli Stati Uniti.

Le tre aziende hanno pubblicato i rispettivi comunicati stampa per fornire ulteriori dettagli. TikTok ha confermato la proposta che risponderà alle preoccupazioni relative alla sicurezza segnalate dal governo statunitense. Oracle e Walmart potranno acquisire fino al 20% della nuova società TikTok Global. Il quartier generale sarà in Texas, verranno creati oltre 25.000 posti di lavoro e pagati oltre 5 miliardi di dollari in tasse.

Come anticipato, Oracle sarà il partner tecnologico. L’azienda guidata da Larry Ellison garantirà la privacy e la sicurezza richieste dal governo statunitense, portando tutti i dati degli utenti nei data center dell’infrastruttura cloud Oracle Generation 2, la stessa utilizzata da Zoom.

Walmart sarà invece il partner commerciale. La multinazionale, proprietaria dell’omonima catena di negozi al dettaglio, fornirà i suoi servizi di e-commerce, pagamento e advertising.

DHS Cina USA

Security

Il DHS alle aziende USA: l’hi-tech cinese pericoloso per business e dati

Alfonso Maruccia | 24 Dicembre 2020

Donald Trump Privacy Sicurezza

Le autorità statunitensi del DHS lanciano l’allarme nei confronti delle aziende a stelle e strisce. L’uso dei prodotti hi-tech cinesi è pericoloso, ed è meglio informarsi per contrastare i rischi.

L’attacco contro SolarWinds evidenzia l’estrema pericolosità dei cyber-guastatori russi, ma finché Donald Trump resterà alla Casa Bianca l’“amico Putin” ha ben poco di cui preoccuparsi. I cinesi, invece, continuano a essere il bersaglio prediletto dell’Amministrazione Trumpiana, e un nuovo rapporto del DHS vuole evidenziare i rischi connessi all’uso dei dispositivi realizzati nel paese asiatico da parte delle aziende USA.

L’allarme del Department of Homeland Security (DHS), dipartimento federale equivalente del Ministero dell’Interno italiano, è indirizzato specificatamente ai business statunitensi che usano (o vorrebbero usare) prodotti hi-tech realizzati da aziende collegate al governo cinese. La Repubblica Popolare Cinese rappresenta un grave rischio alla sicurezza dei dati per il governo e i business USA, dice il DHS, perché Pechino ha “sia l’intento che l’abilità” di accedere direttamente alle informazioni grazie a framework legali vecchi e nuovi oltre che alla collaborazione diretta dei marchi cinesi.

USA vs Cina

Il rapporto del DHS cita in particolare la legge cinese sull’intelligence nazionale in vigore dal 2017, norma che obbliga tutte le aziende cinesi a supportare, assistere e cooperare con i servizi di intelligence di Pechino. Una nuova legge sulla sicurezza dei dati, la cui entrata in vigore è prevista per il 2021, rende ancora più grave la situazione fornendo alla dittatura comunista nuovi strumenti di sorveglianza e controllo sui business stranieri.

Usando dispositivi e soluzioni tecnologiche progettati e venduti da aziende cinesi, avverte il DHS, le attività imprenditoriali statunitensi espongono se stesse e i loro clienti al furto di segreti industriali, violazione delle leggi USA sull’esportazione e la privacy, rottura dei termini contrattuali, sorveglianza, tracciamento dei critici del regime, pericoli per la reputazione aziendale.

Persino l’utilizzo delle app mobile e dei braccialetti per il fitness, avverte il DHS, rappresenta un grave rischio alla sicurezza e alla privacy visto che dà al Partito Comunista Cinese l’opportunità di raccogliere i dati geolocalizzati, incrociare i dati con i registri contabili sulle proprietà e infine identificare i nomi e le famiglie dei cittadini americani. E lo spionaggio russo? E la sorveglianza ben documentata a opera della NSA statunitense? Niente, sarà per la prossima volta.

SolarWinds

Security

SolarWinds, l’attacco contro gli USA è sempre più grave

Alfonso Maruccia | 23 Dicembre 2020

Donald Trump Sicurezza SolarWinds

I contorni della breccia di sicurezza contro il software di SolarWinds si estendono, coinvolgendo sempre più vittime istituzionali e private. Gli USA sono sul piede di guerra, ma a Donald Trump non interessa granché.

I dettagli sulla breccia di sicurezza nei sistemi di SolarWinds, attacco APT di presunta origine russa che sta scatenando il panico negli USA, si fanno ogni giorno più gravi e inquietanti. Inizialmente classificato come un assalto contro le sole organizzazioni e amministrazioni del governo federale, l’attacco sembra ora aver preso di mira molti tra i grandi nomi dell’hi-tech a stelle e strisce.

Oltre a Microsoft e FireEye, dalle cui indagini è emersa l’esistenza dell’intera operazione a base di DLL malevole, almeno due dozzine di aziende hanno installato il medesimo aggiornamento alla piattaforma Orion contenente il componente infetto. Organizzazioni del calibro di Intel, NVIDIA, VMware e Belkin, che al momento sono impegnate in indagini interne ma tendono a escludere la compromissione o il furto di informazioni riservate.

Breccia di Sicurezza

Il potenziale di vittime dell’operazione contro SolarWinds è di quasi 20.000 organizzazioni, ma tutto lascia intendere che il vero obiettivo degli hacker fossero le autorità statunitensi. I criminali al soldo del Cremlino hanno compromesso anche dozzine di caselle di posta elettronica del Dipartimento del Tesoro USA, e anche in questo caso è in corso un’indagine per stabilire i contorni precisi della violazione e l’eventuale furto di dati riservati.

Il problema principale dell’intera faccenda SolarWinds sembra al momento essere lo scarso interesse del presidente uscente Donald Trump, che ha fin da subito minimizzato il presunto coinvolgimento dell’amico Putin. Un comportamento criticato dal presidente eletto Joe Biden, che ha richiamato Trump al suo dovere di preservare la sicurezza degli USA anche nelle sue ultime settimane di presidenza. Lamentandosi infine del fatto che il Pentagono Trumpiano si rifiuta di fornire informazioni precise sull’attacco come dovrebbe essere normale in una fase di transizione tra una presidenza e l’altra.

Donald Trump

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Donald Trump potrebbe graziare il boss di Silk Road Ross Ulbricht

Alfonso Maruccia | 18 Dicembre 2020

Dark Web Donald Trump Silk Road

Follia Trump: il POTUS potrebbe concedere la grazia a Ross Ulbricht, fondatore di uno dei più famigerati marketplace di droga nel Dark Web condannato alla galera a vita.

Sulla via del tramonto politico dopo una presidenza che passerà indubbiamente alla storia (anche se non per i motivi desiderati dal protagonista), Donald Trump sta riservando i colpi di scena forse più clamorosi per la parte finale del suo pernottamento alla casa bianca. Il POTUS intende sfruttare gli ultimi giorni da presidente per concedere grazie a destra e a manca, persino a un boss della “mafia digitale” del calibro di Ross Ulbricht.

Dopo aver recentemente sbianchettato la fedina penale a Michael T. Flynn, reo confesso del reato di falsa testimonianza all’FBI nel corso del Russiagate, ora Trump starebbe pensando a concedere il perdono presidenziale all’uomo che ha confessato di aver creato il marketplace del Dark Web noto come Silk Road.

Ross UIbricht

Prima di essere beccato dai federali statunitensi, Ulbricht ha ammassato un’autentica fortuna in criptomonete promuovendo la compravendita di sostanze stupefacenti sulla Darknet di TOR. L’uomo è inoltre accusato di aver assoldato assassini professionisti per uccidere cinque utenti di Silk Road che lo ricattavano, anche se non sono state trovate prove a supporto di tale tesi.

Ulbricht, meglio noto online come “Dread Pirate Roberts” (DPR), ha ammesso di aver creato Silk Road ed è stato condannato alla galera a vita senza possibilità di libertà vigilata nel 2015. Un profilo criminale da vero e proprio “boss digitale”, che secondo alcuni rappresenta una punizione non commisurata ai crimini “non violenti” condotti dall’uomo.

Secondo le indiscrezioni, il nome del boss di Silk Road circolerebbe negli uffici di consulenza della Casa Bianca per una possibile grazia comminata da Donald Trump. Il “circolo interno” di Mr. POTUS sembrerebbe intenzionato a sposare la tesi innocentista nel caso di DPR, spingendo per un intervento diretto del presidente.

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