Donald Trump

Twitter censura ancora le fake news di Donald Trump e famiglia

Il contrasto di Twitter alla disinformazione sul COVID-19 colpisce ancora una volta Donald Trump e famigli, colpevoli di diffondere informazioni palesemente fasulle.

La fatidica data del 3 novembre 2020 è sempre più vicina, e Donald Trump non perde occasione di sfruttare la popolarità dell’account Twitter presidenziale per alimentare il dibattito e restare al centro della scena politica americana. La corsa alla rielezioni alla Casa Bianca passa per le censure quotidiane a opera del social dei cinguettii, e anche i familiari più stretti di Trump sono oramai coinvolti nella faccenda.

Donald Trump è ufficialmente in guerra con Twitter, perché Twitter ha osato censurare le fake news dispensate con gusto e partecipazione dal POTUS. Con l’elezione presidenziale in vista, il contrasto tra il social network e Trump non può che crescere. E Twitter è costretto a censurare, ancora e ancora, il materiale discutibile retwittato da Trump.

Trump Twitter - 1

In effetti Twitter ha recentemente cancellato un paio di tweet del POTUS, entrambe retweet: il primo includeva il link a un articolo (falso) sulla capacità del farmaco antimalarico noto come idrossiclorochina di curare il COVID-19; il secondo portava a un articolo contenente informazioni false sulla morte di Garrett Foster, un contestatore ucciso in Austin, Texas.

Nel caso di Trump Twitter si è limitato a cancellare i retweet fasulli, mentre per Donald Trump Jr. il network è andato persino oltre: l’account del figlio di primo letto di Mr. POTUS è stato “limitato” per 12 ore, a causa della pubblicazione di un video in cui un team di “dottori” dispensava fake news sul COVID-19 come l’inutilità (assolutamente falsa) delle mascherine.

Trump Twitter - 2

Una volta raggiunto lo status di fake news virale, il video incriminato è stato cancellato da Twitter, Facebook e YouTube. Non trattandosi di un semplice retweet, nel caso di Donald Trump Jr. il social network ha deciso di bloccare temporaneamente la capacità di pubblicazione dell’account. Inutile dirlo: dall’ufficio di rappresentanza di Trump Jr. hanno subito gridato alla “uccisione della libertà di espressione online” da parte di “Big Tech”.

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