Uber

Uber, debutto in borsa deludente

Il colosso del car sharing delude le aspettative e rastrella molto meno di quanto previsto in questi mesi. L’afflusso di capitali freschi farà bene al business, mentre di profitto ancora non è dato parlare.

Alla fine della scorsa settimana si è finalmente tenuto il tanto chiacchierato debutto in borsa di Uber, società specializzata nella facilitazione del car sharing che in questi anni ha visto pompare in maniera esagerata il possibile valore delle quotazioni. Ora che Uber è finalmente approdata a Wall Street, quel valore è stato grandemente ridimensionato dalle prime contrattazioni.

Stando alle valutazioni iniziali fatte dagli istituti finanziari, il valore di Uber in borsa sarebbe potuto arrivare a 120 miliardi di dollari; nei mesi scorsi la stessa azienda aveva contributo a calmare le aspettative, accontentandosi piuttosto di raggranellare $82 miliardi. Alla fine, quando le azioni di Uber sono arrivate nel listino di Wall Street, la corporation ha chiuso con un valore complessivo di $76 miliardi e un -7,6% rispetto al valore iniziale.

Wall Street

La IPO dell’azienda statunitense è insomma andata nel peggiore dei modi, anche se probabilmente nel quartier generale di San Francisco non l’avranno presa così male: il debutto in borsa ha fruttato a Uber ben $8,1 miliardi di fondi freschi, una manna per un business che in tutti questi anni non ha mai prodotto profitti ed è costantemente alla ricerca di denaro da spendere in innovazione e concorrenza.

Chi certamente festeggerà saranno i membri anziani del management di Uber, con il fondatore ed ex-CEO Travis Kalanick che può ora contare su un patrimonio personale di $4,9 miliardi; i nuovi miliardari che hanno fatto il botto con Uber includono anche Garrett Camp e Ryan Graves, altri due importanti protagonisti della nascita e della crescita del business del car sharing a stelle e strisce.

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