Uber

Uber si rinnova con i due ruote elettrici

Il colosso del car sharing pensa a un futuro con sempre meno auto, un tipo di mezzo non molto adatto al traffico cittadino delle megalopoli statunitensi e non solo. I vantaggi saranno per tutti, promette la Uber.

Dopo dieci anni passati a “facilitare” il business del car sharing tramite il suo network di app e servizi mobile, Uber si dice ora pronta per una nuova fase del suo cammino aziendale. Il business deve cambiare, dice il management, e magari abbandonare due delle quattro ruote tradizionalmente montate sui mezzi dei guidatori che partecipano al suddetto network.

La notizia la comunica Dara Khosrowshahi, nuovo amministratore di Uber che parla di un cambio di focus per la società dalle auto alle bici e agli scooter elettrici: le auto tradizionali, e in particolare i mezzi di grossa cilindrata così diffusi negli Stati Uniti, sono per Khosrowshahi molto poco adatti a percorrere brevi o medie distanze navigando il traffico cittadino durante le ore di punta.

E-bike

Al momento il servizio di sharing delle e-bike di Uber è disponibile in otto città USA incluse New York e Washington, mentre Berlino sarà la prima città europea a essere inclusa nel programma. Nel recente passato Uber ha investito 200 milioni di dollari nel business dell’e-bike sharing con l’acquisizione di Jump, e ulteriori milioni sono stati spesi in queste settimane – assieme ad Alphabet, cioè Google – nella start-up degli scooter elettrici Lime.

Sul breve periodo, concede Khosrowshahi, il nuovo focus su e-bike e scooter porterà a una riduzione sostanziale dei ricavi complessivi di Uber. Ma sul lungo periodo i mezzi a due ruote si riveleranno una scelta strategica vincente, promette ancora il nuovo CEO, perché gli utenti finali tenderanno a favorire questo tipo di mezzo con corse più lunghe e quindi guadagni in aumento anche per i guidatori.

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