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Ubuntu, addio ai 32-bit con polemiche

La prossima versione di una delle distro Linux più popolari includerà un taglio netto con il software a 32-bit, uno sviluppo inesorabilmente destinato a scontentare i videogiocatori. Faremo in modo che i vecchi programmi continuino a funzionare, rispondono gli sviluppatori.

Ubuntu è il sistema operativo basata su Linux più popolare presso l’utenza consumer, e Steam di Valve è uno dei servizi di distribuzione digitale di contenuti videoludici più usati dagli utenti di PC; chi gioca su Linux lo fa molto probabilmente su Ubuntu, ma nel prossimo futuro questo connubio (Ubuntu+Steam) sembra inesorabilmente destinato a scindersi. E la colpa è tutta di Canonical.

La società britannica fondata da Mark Shuttleworth ha infatti deciso che, a partire della prossima release 19.10, Ubuntu eliminerà il supporto per i pacchetti a 32-bit e le relative librerie. Tali componenti sono stati fin qui necessari a far girare il software a 32-bit sulle versioni a 64-bit di Ubuntu, una compatibilità che Canonical ha a quanto pare deciso di non garantire più.

Logo Steam

Una delle “vittime” della nuova politica di Ubuntu è Steam, piattaforma su cui una parte preponderante del software videoludico è ancora – e continuerà probabilmente a esserlo a tempo definito – legata ai 32-bit. Valve è stata lesta a rispondere al previsto abbandono dei 32-bit, annunciando per bocca dello sviluppatore Pierre-Loup Griffais che Steam non verrà più ufficialmente supportato su Ubuntu a partire dalla versione 19.10 in poi.

Il colosso statunitense dice di voler cambiare il focus per il supporto su Linux a una distro diversa da Ubuntu “e derivati”, una posizione di chiusura netta che non sembra prevedere margini di manovra per un eventuale ripensamento. Valve si unisce così al coro degli sviluppatori che hanno già criticato duramente la decisione di Canonical di eliminare le librerie a 32-bit, anche in virtù del fatto che Windows continua senza problemi a far girare il software a 32-bit o 64-bit dal 2005 – e continuerà probabilmente a farlo a tempo indefinito.

Le polemiche sull’abbandono dei 32-bit da parte di Ubuntu hanno superato il livello di guardia, al punto che uno sviluppatore di Canonical ha sentito la necessità di chiarire meglio i piani della corporation: le librerie i386 non verranno più aggiornate ma le applicazioni – e quindi i giochi – potranno funzionare anche su Ubuntu 19.10 e successivi. Questa volta senza il supporto ufficiale di Valve.

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