Cyberpunk 2077

Cyberpunk 2077, un flop di notevole successo

Il numero di rivenditori che accettano i rimborsi per le copie di Cyberpunk 2077 continua ad aumentare, mentre CD Projekt conferma: il gioco ha venduto milioni e milioni di copie.

Sono passate poco meno di due settimane dall’arrivo di Cyberpunk 2077, e l’RPG fantascientifico di CD Projekt RED non accenna a lasciare il centro del palcoscenico. Le luci della ribalta non risparmiano nulla, alla nuova produzione dello studio polacco, con gli utenti delle console inviperiti e i giocatori su PC tutto sommato soddisfatti.

Il principale problema che affligge il lancio di Cyberpunk 2077 sembra essere sempre lo stesso, ovvero una versione per console di ottava generazione (PS4, Xbox One) sostanzialmente malfatta, incompleta e incapace di offrire un’esperienza ludica soddisfacente. Sony e Microsoft hanno deciso di accettare i rimborsi richiesti dagli utenti e di rimuovere il gioco (nel caso di Sony) dallo store, e ora anche GameStop si sarebbe allineata ai gestori delle piattaforme digitali proprietarie.

Secondo un memo interno, gli impiegati di GameStop hanno ricevuto istruzioni sull’accoglienza dei rimborsi richiesti dagli acquirenti delle versioni PS4 e Xbox One di Cyberpunk 2077. Diversamente dal solito, la catena di punti vendita a tema videoludico accetta ora la riconsegna anche dei giochi con confezione già aperta, a patto di riportare il box in negozio entro i primi 30 giorni dall’acquisto. Le copie restituite di Cyberpunk 2077 verranno poi rispedite ai magazzini dopo essere state marchiate con la dicitura “difettosa”.

La decisione del management di CD Projekt di far uscire un gioco sostanzialmente incompleto su piattaforme vecchie di quasi dieci anni scatena polemiche e contraccolpi legali, ma almeno dal punto di vista economico la situazione sembra essere più che rosea. Dopo i numeri ufficiosi dei giorni scorsi, lo studio polacco ha infatti confermato che Cyberpunk 2077 ha venduto più di 13 milioni di copie in appena 10 giorni. Inclusi i preordini e le prime richieste di rimborsi, l’RPG sci-fi più controverso della storia recente sembra avere il futuro garantito (e augurabilmente pieno di patch sistema-bug).

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