Guerra dei dazi

5G, la Cina pensa a limiti per l’export di Nokia ed Ericsson

Il contrasto tra USA e Cina per la partita del 5G coinvolge oramai anche l’Europa, e Pechino valuta di imporre limitazioni all’export di due grandi player continentali.

Spinto dalla politica anti-cinese di Donald Trump e Partito Repubblicano sottostante, il mondo si sta oramai coalizzando contro Huawei e il business tecnologico cinese. Uno dei terreni di scontro più aspri riguarda le reti 5G, settore che in Europa guarda con favore alle aziende “locali” come possibili alternative agli apparati di rete del gigante di Pechino.

Nokia ed Ericsson sono in particolare due dei nomi che circolano presso le cancellerie europee, mentre il numero dei paesi che dichiarano o preannunciano il loro ostracismo nei confronti di Huawei cresce di continuo e coinvolge anche l’Italia. In caso di guerra aperta, Nokia ed Ericsson potrebbero in realtà subire una reazione uguale e contraria da parte della Cina.

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Le autorità di Pechino starebbero infatti valutando l’imposizione di restrizioni alle esportazioni delle due aziende europee, entrambe dipendenti dalla catena di montaggio cinese per la produzione dei loro apparati di rete. Nel peggiore dei casi, tutti i prodotti usciti dalle fabbriche del paese asiatico non potrebbero più uscire dai confini della Cina per raggiungere i clienti internazionali.

Il possibile ban di Pechino alle esportazioni sarebbe già arrivato all’attenzione delle dirette interessate, e sia Nokia che Ericsson starebbero ora valutando lo spostamento della produzione in alte zone dell’Asia o in Europa. Un processo già avviato nell’ambito della guerra commerciale USA-Cina, e che ora potrebbe subire un’accelerazione con il coinvolgimento diretto dell’Europa.

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