CES

COVID-19, il CES 2020 ha accelerato la diffusione del virus?

L’edizione 2020 del CES, la fiera dell’elettronica per eccellenza, avrebbe fatto da incubatore per la diffusione del virus del COVID-19 negli USA e nel resto del mondo.

Mentre in Italia le autorità provano a far ripartire un paese rimasto bloccato per quasi due mesi, negli USA e altrove nel mondo la pandemia di COVID-19 continua a galoppare a un ritmo impressionante. Secondo quanto emerso da diverse testimonianze, ad aiutare la diffusione del virus SARS-CoV-2 sarebbe stata l’edizione 2020 del Consumer Electronics Show (CES) di Las Vegas.

Com’è oramai tradizione da molti anni a questa parte, tra il 7 e il 10 gennaio il CES ha ospitato qualcosa come 170.000 persone provenienti da più di 160 paesi diversi. Tale enorme massa di reporter, appassionati, rappresentati di azienda o semplici curiosi ha interagito a distanza molto ravvicinata, toccato e condiviso gadget e dispositivi elettronici (senza mascherine né guanti) in un tempo in cui la crisi da coronavirus non era ancora nemmeno ipotizzata.

CES 2020 - COVID-19

Michael Webber, professore dell’Università del Texas di Austin, è stato tra i molti che si sono sentiti male dopo aver partecipato al CES 2020. A suo dire la sala di attesa dell’aeroporto di Las Vegas sembrava un’infermeria, con “ogni sorta di persone che starnutiscono e tossiscono”.

In questi giorni Webber ha ricevuto i risultati di un test immunologico (di produzione cinese) condotto ad aprile, e il test ha confermato quello che l’uomo già sospettava. Il malessere vissuto a gennaio era stato causato dal COVID-19, e ora nel suo sangue ci sono gli anticorpi che indicano il passaggio della malattia.

La testimonianza di Webber non è la sola, comunque, a parlare di un CES 2020 che ha lavorato per diffondere alacremente la pandemia da COVID-19 in giro per il mondo e negli USA. Nel suo tragitto verso Las Vegas, il professore texano ha fatto scalo alle Hawaii, in California e a San Francisco.

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Ha avuto il suo incontro fatale con la tecnologia negli anni '80, prima con i giochi arcade e poi con l'Intellivision di Mattel, e da allora la passione è andata solo aumentando. Quando non passa il proprio tempo a consumare notizie sull'attualità informatica ama leggere (su carta), scrivere, fotografare e collezionare vecchi libri sui sistemi operativi obsoleti.