Gutenberg

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Gutenberg, come disabilitare il nuovo editor a blocchi di WordPress 5.x

Alfonso Maruccia | 28 Gennaio 2019

Servizi Web Software

Il nuovo editor di WordPress è una delle novità tecnologiche più discusse (e odiate) di sempre. Per fortuna, gli utenti […]

Il nuovo editor di WordPress è una delle novità tecnologiche più discusse (e odiate) di sempre. Per fortuna, gli utenti che proprio non sopportano il paradigma “a blocchi” possono sempre tornare all’editor classico. E potranno farlo ancora per molti anni a venire.

La distribuzione di WordPress 5.0, lo scorso dicembre, ha segnato un autentico spartiacque nella community di WP: il team che gestisce lo sviluppo del CMS ha introdotto la versione preliminare – e piena di bug – di Gutenberg, un nuovo sistema di gestione dei contenuti che sostituisce l’editor classico per i post con un nuovo paradigma basato su “blocchi” riutilizzabili. Di fatto, Gutenberg è un progetto che non va giù a un bel po’ di utenti, webmaster e professionisti, e per fortuna è sempre possibile – come vedremo nel corso di questa guida – disabilitare l’editor a blocchi per tornare al passato. E restarci, volendo, anche per gli anni a venire.

Gutenberg: il problema

Il progetto Gutenberg è stato spinto, anzi imposto contro la volontà della community da Matt Mullenweg, fondatore originario del progetto WordPress e ora responsabile di The WordPress Foundation. Mullenweg è di fatto il “capo politico” di WordPress, gestisce il business (for profit) di WordPress.com e ha dimostrato di avere un potere decisionale senza precedenti sullo sviluppo di WordPress.org – l’anima open source di WP.

Disabilita Gutenberg 1

In passato Mullenweg ha sprecato un bel po’ di paroloni in merito alla “rivoluzione” Gutenberg, un tool paragonato all’invenzione della stampa a caratteri mobili sin dal nome che nelle intenzioni del tecnocrate avrebbe dovuto aprire una nuova “età dell’oro” nella creazione di siti e contenuti Web basati su WP. Di fatto, Gutenberg rappresenta il tentativo di WP.com di contrastare il business degli “editor visuali” che in questi anni si sono imposti come alternativa all’esperienza di editing classica – ancorché sotto forma di componenti aggiuntivi da installare in separata sede.

Nel tentativo di competere con gli editor visuali, Mullenweg si è inimicato un bel po’ di utenti e sviluppatori, che non a caso continuano a pubblicare stroncature (recensioni a 1-stella) quando non veri e propri insulti sulla pagina del plugin (ora obsoleto) di Gutenberg.

Disabilita Gutenberg 2

Gutenberg: le soluzioni

Chi lo ha già provato aggiornando la propria installazione di WordPress(.org) è ben consapevole di che cosa voglia dire avere a che fare con Gutenberg: il nuovo editor a blocchi è pensato per la gestione “visuale” dei contenuti, mentre può rappresentare un’autentica tortura per chi deve scrivere anche solo più di due “blocchi” testuali in croce. Non pariamo, poi, di chi era abituato a tarare manualmente il codice HTML nel vecchio editor: per loro il nuovo editor rappresenta un vero e proprio “game over” senza possibilità di appello. Fortunatamente una simile tortura si può mitigare, visto che la directory di plugin dedicati a Gutenberg offre più di una soluzione in grado di ripristinare l’editor classico di WordPress. Di seguito ne presentiamo due tra le più popolari.

Disabilita Gutenberg 3

Classic Editor

Ben consapevoli dell’accoglienza a dir poco problematica di Gutenberg in seno alla community, gli stessi sviluppatori di WordPress.org hanno saggiamente deciso di fornire un plugin in grado di ripristinare l’editor classico nel giro di un paio di click: una volta scaricato e installato sulla nostra installazione di WP, Classic Editor aggiunge due nuove voci alle Impostazioni di Scrittura del CMS tramite le quali è possibile selezionare l’editor classico al posto di quello a blocchi o passare da uno all’altro tramite uno switch. Classic Editor è al momento la soluzione più popolare alle frustrazioni e ai disagi scatenati dall’avvento di Gutenberg, con più di due milioni di installazioni ufficiali e un giudizio della community che più positivo non si potrebbe.

Disabilita Gutenberg 4

Disable Gutenberg

Un altro plugin anti-Gutenberg che acquista sempre più popolarità è poi Disable Gutenberg, tool che intende estirpare la malapianta dell’editor a blocchi ancora più radicalmente di quanto faccia Classic Editor. Il plugin offre la possibilità di cancellare qualsiasi traccia di Gutenberg dalla propria installazione di WP incluso l’invito a “provare Gutenbeg” visualizzato sulle versioni di WP precedenti alla 5.0, entrambe le opzioni sono disponibili (e abilitate di default) in una nuova sezione delle Impostazioni in seguito all’installazione del componente aggiuntivo. Al momento il risultato pratico è lo stesso ottenuto da Classic Editor, ma in futuro le cose potrebbero cambiare in modo radicale…

Disabilita Gutenberg 5

Il futuro NON è Gutenberg

Parlando di futuro, la situazione degli utenti che non possono vivere assieme a Gutenberg si fa nebulosa: gli sviluppatori di Automattic sostengono di voler supportare Classic Editor “almeno” fino al 2022, data entro la quale tutta l’utenza dovrebbe passare al nuovo editor a blocchi che lo voglia o meno. Ma lo sviluppatore di Disable Gutenberg ha già dichiarato la propria intenzione di continuare ad aggiornare il suo plugin ben oltre quel termine, e come quasi tutte le iniziative recenti di Automattic/Mullenweg il minacciato abbandono dell’editor classico di WordPress somiglia molto alla pura e semplice propaganda.

Sia l’editor classico che Gutenberg sono infatti basati su TinyMCE, un editor HTML WYSIWYG usato su un gran numero di progetti software fuori e dentro il Web. TinyMCE è in circolazione dal 2004, e il suo futuro NON dipende dalla volontà di Mullenweg o dal business di WordPress.com. Nella peggiore delle ipotesi, come confermato dagli stessi sviluppatori impegnati sul progetto, qualora Classic Editor e Disable Gutenberg smettessero di funzionare sarebbe sempre possibile installare TinyMCE “puro” (come componente aggiuntivo o sotto altra forma) e ripristinare l’editor classico su qualsiasi sito WP.org. Con buona pace della “rivoluzione” promessa da Mullenweg di cui, al momento, non si vede nemmeno l’ombra.

Caminetto virtuale

Internet

Trasformare lo schermo del PC o della Smart TV in un caminetto virtuale con YouTube

Alfonso Maruccia | 30 Dicembre 2020

COVID-19 Servizi Web Streaming YouTube

Grazie allo streaming di YouTube è possibile replicare, ancorché in maniera virtuale, l’esperienza rilassante del caminetto sugli schermi moderni. Ideale per Smart TV e non solo.

Sebbene il 2020 sia stato un anno decisamente anomalo a causa della pandemia di COVID-19, l’arrivo di dicembre, delle festività di fine anno e del primo, vero freddo stagionale incoraggia come da tradizione l’uso del fuoco nelle abitazioni dotate di camino. Per chi invece il camino non ce l’ha, la tecnologia è in grado di fornire un surrogato virtuale ma potenzialmente utilissimo per ravvivare cucine, sale da pranzo o soggiorni living.

Basta avere a disposizione una Smart TV dotata di accesso a Internet e app per lo streaming via YouTube, un PC collegato a un televisore o anche un dongle Chromecast configurato per l’accesso al portale di video-sharing di Google. Le dimensioni non sono importanti, anche se ovviamente maggiore è la diagonale del display più soddisfacente sarà l’esperienza visiva.

YouTube offre un numero sterminato di clip video in loop che riprendono il fuoco acceso di un caminetto a distanza ravvicinata, con tanto di crepitio del legno e gli altri effetti “ambientali” correlati. Basta cercare fireplace, caminetto o termini similari per trovare un gran numero di risultati utili allo scopo.

Esistono ovviamente anche canali dedicati ai caminetti virtuali come Virtual Fireplace, e ogni sorta di variazione sul tema con musiche natalizie sullo sfondo, animali domestici accucciati, pacchi natalizi e chi più ne ha più ne metta. Per facilitarvi il compito, abbiamo selezionato tre diversi caminetti virtuali da cui cominciare lo streaming festivo senza bisogno di ricerche o clic aggiuntivi.

https://www.youtube.com/watch?v=0fYL_qiDYf0

Il primo caminetto virtuale lo offre Virtual Fireplace, una clip della durata di due ore perfettamente centrata sui ceppi che sfrigolano e bruciano. La risoluzione massima è Full HD, la definizione non esaltante, il crepitio sonoro è cristallino e ha un effetto catartico come da copione.

La seconda clip dura la bellezza di 10 ore, ed è quindi ideale per le lunghe cene estive o i pomeriggi passati in compagnia dei (pochi) parenti in visita consentiti dalle norme anti-pandemia del governo. Risoluzione Full HD anche in questo caso, ottima definizione ed effetti sonoro ma un vistoso “stacco” di pochi frame a ogni minuto, in corrispondenza dell’avvio del loop successivo.

https://www.youtube.com/watch?v=vQpySz8kOKg

L’ultima clip che segnaliamo è infine quella che offre la migliore qualità visiva, con un primissimo piano del legno che brucia e una risoluzione che arriva fino all’Ultra HD/4K. Tre ore di durata in tutto, in questo caso, che è ovviamente possibile impostare per la visione con loop infinito in caso di necessità.

Ridimensionare PNG con Online PNG Tools

Internet

Ridimensionare le immagini PNG sul Web con Online PNG Tools

Alfonso Maruccia | 21 Dicembre 2020

Grafica Servizi Web

Online PNG Tools fornisce un’alternativa semplice e veloce ai programmi per la modifica delle immagini in locale. Ottimo per preservare le trasparenze e non solo.

I programmi per la modifica e la manipolazione delle immagini PNG (e non solo) non mancano certo di alternative anche gratuite e open source. Nel caso in cui non volessimo, o non potessimo utilizzare un software da installare in locale, anche sul Web c’è un mercato strapieno di offerte utili a raggiungere l’obiettivo.

Lo strumento che prendiamo in considerazione in questa guida è in particolare Online PNG Tools, sito parte del network Online Image Tools utilizzabile per ridimensionare le immagini codificate nel formato nato per prendere il posto del vetusto e tradizionale formato GIF. Le immagini PNG supportano la codifica lossless dei dati senza perdita di informazioni, così come la trasparenza e altre caratteristiche avanzate.

Grazie a Online PNG Tools, il ridimensionamento delle immagini PNG è senza fallo ed è in grado di preservare le trasparenze eventualmente presenti nell’immagine. Basta accedere al sito, trascinare il file PNG che desideriamo ridimensionare nello spazio vuoto sulla sinistra, impostare le dimensioni e le proporzioni nelle caselle delle opzioni in basso, infine salvare l’immagine risultate sulla destra tramite il pulsante Save as e poi Download.

Ridimensionare PNG - 1
Ridimensionare PNG - 2

I file PNG manipolati da Online PNG Tools avranno le dimensioni e le proporzioni specificate, e continueranno a essere trasparenti come gli originali. L’uso del servizio, così come gli altri siti della galassia Browserling, è gratuito per l’utente finale.

Blob Opera

Tech

Blob Opera, l’esperimento operistico di Google a base di machine learning

Alfonso Maruccia | 17 Dicembre 2020

Google IA Servizi Web

Gli algoritmi intelligenti del machine learning danno vita a Blob Opera, ennesimo esperimento pubblicato da Google con un focus sul canto operistico.

Sfruttando le capacità del machine learning, David Li e Google hanno dato vita a Blob Opera, l’ennesimo esperimento pensato per esemplificare le possibili applicazioni degli algoritmi intelligenti. Una applet Web canterina, dove la voce (reale) dei cantanti viene gestita e armonizzata in automatico dalla IA.

Blob Opera è un esperimento interattivo in cui l’utente può “manipolare” le voci di basso, tenore, soprano e mezzo soprano, stabilendo il tono con un movimento verticale e la vocale con un movimento orizzontale da destra a sinistra. Il controllo riguarda un solo “blob” alla volta, mentre gli altri cantanti gommosi fanno da accompagnamento grazie agli algoritmi della IA.

https://www.youtube.com/watch?v=ZfLYuXi6sDI

Com’è tipico delle applicazioni di machine learning, dietro Blob Opera c’è un lungo lavoro di training della IA basato su dati e performance reali. Grazie al coinvolgimento di Google, il designer David Li ha potuto contare sulla registrazione di 16 ore di materiale e vocalizzazioni a opera del tenore Christian Joel, del basso Frederick Tong, del soprano Olivia Doutney e del mezzo soprano Joanna Gamble.

Oltre al controllo dei singoli blog canterini, l’esperimento Blob Opera permette all’utente di registrare le proprie composizioni e di condividerle tramite social network. Dal pulsante a forma di albero di natale in basso a destra è invece possibile accedere a registrazioni pre-esistenti a tema eminentemente festivo.

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