Killed by Google - tomba

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Visita guidata al cimitero dei prodotti “uccisi” da Google

Alfonso Maruccia | 25 Marzo 2019

Google Servizi Web

Il colosso dell’advertising ha la perniciosa tendenza a “terminare” un servizio Web o un prodotto se questo non raggiunge i […]

Il colosso dell’advertising ha la perniciosa tendenza a “terminare” un servizio Web o un prodotto se questo non raggiunge i risultati sperati. Una “strage” senza fine, che qualcuno si è preso la briga di catalogare in dettaglio. Per non dimenticare.

Google è entrato ufficialmente in attività come marchio societario nel 1998, e in vent’anni la corporation di Mountain View ha contribuito a trasformare in maniera sostanziale il mondo tecnologico moderno. Google è parte integrante della Rete di oggi e, con tutta l’evidenza del caso, di domani, ma durante il suo percorso verso il successo il colosso dell’advertising ha fatto parecchie vittime.

Siti Web, servizi e progetti hardware all’epoca presentati come “rivoluzionari”, e che sono invece diventati parte della lista di fallimenti di un’organizzazione abituata ad abbandonare milioni e milioni di utenti al loro destino, spesso con ben poche cerimonie e garantendo giusto il tempo di scaricare i dati prima di calare la ghigliottina finale.

Il cimitero dei fallimenti o delle “terminazioni” di Google è sempre più affollato e in crescita costante, e qualcuno si è da tempo posto il problema di mantenere una lista dei prodotti di Mountain View che non sono più tra noi. Una di queste liste è Killed by Google, un progetto che, diversamente dalla “concorrenza” (The Google Graveyard, The Google Cemetery), può contare su un’impostazione open source e quindi potenzialmente aperta a chiunque voglia dare il proprio contributo.

Killed by Google

La pagina Web di Killed by Google include al momento 149 prodotti “deceduti” comprensivi di app (11), servizi (126) e hardware (12): per ogni prodotto viene indicata la data di nascita e di morte al di sotto della pietra tombale di ordinanza, una breve descrizione esplicativa e un collegamento a un articolo di approfondimento, una notizia o una voce di Wikipedia. I prodotti in via di terminazione occupano la parte iniziale dell’elenco, con una ghigliottina al posto della pietra tombale e la data prevista per la cessazione delle attività secondo le indicazioni date da Mountain View.

Killed by Google mantiene una lista piuttosto puntuale di tutte le “uccisioni” di Google, un elenco che comprende prodotti storici la cui scomparsa fece all’epoca parecchio scalpore come il mai troppo compianto Google Reader, prodotti che ancora sono materia di cronaca odierna come Google Plus, e prodotti, API o servizi che magari hanno cambiato forma divenendo parte integrante di offerte più moderne e recenti come Project Tango (ora noto come ARCore).

Google è diventato il colosso che è oggi sperimentando sempre e provando nuove strade o nuovi mercati, ma dal punto di vista dell’utente finale un mondo di servizi telematici “fondamentali” che cessano improvvisamente di esistere non è certamente il migliore dei mondi possibili. Un servizio come Killed by Google può offrire un’ottima occasione di riflessione e contemplazione, quasi al pari di un cimitero reale, e magari suggerire l’adozione di un approccio un po’ meno entusiasta la prossima volta che il Moloch di Mountain View annuncia l’ennesima “rivoluzione” inesorabilmente destinata a chiudere i battenti tra qualche anno. Secondo molti, il cloud gaming di Stadia è già un ottimo candidato per la prossima lapide del cimitero di Google ancor prima di arrivare ufficialmente sul mercato.

Google ha licenziato 1200 dipendenti: i motivi

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Google ha licenziato 1200 dipendenti: i motivi

Andrea Sanna | 20 Gennaio 2023

Google

La società madre di Google ha licenziato ben 1200 dipendenti. Ma cosa è accaduto e quali sono i motivi? I dettagli

Licenziati 1200 dipendenti da Google

Dopo Meta, Twitter e Amazon… Terremoto anche su Google! Non molto tempo fa i dipendenti delle aziende menzionate si sono ritrovati ad affrontare un incubo. Ora a vivere le stesse sorti sono i lavoratori del motore di ricerca più famoso al mondo. Alphabet, società madre della grande G, ha annunciato il licenziamento di ben 1200 posti. Il taglio degli impiegati è avvenuto mediante un comunicato mail. In questo modo hanno ricevuto l’avvertimento.

A occuparsi di questo l’amministratore delegato di Google, Sunbdar Pichai. Proprio lui si è occupato infatti di inviare un messaggio di posta elettronica per avvisare gli addetti del colosso tecnologico. Soffermandoci su una percentuale, si tratta del 6% in totale. La notizia di Google è stata resa nota dall’agenzia Bloomberg, che ha riportato le dichiarazioni di Pichai, il quale si è assunto la piena responsabilità di tale decisione.

Esattamente come accaduto per altre aziende del settore, Alphabet durante la pandemia è cresciuta in maniera piuttosto rapida per quel che riguarda la forza lavoro, ma adesso ha deciso di ridurre il personale.

Il dirigente di Google ha dichiarato quanto segue in merito a tale scelta: “Questi sono momenti importanti che ridefiniscono la nostra attenzione, rivedono la nostra base di costi e dirigono i nostri talenti e i nostri capitali verso le principali priorità”. Secondo il pensiero di Pichai, la compagnia si trova davanti a una grande e importante opportunità con l’Intelligenza Artificiale. Si tratta di settore nel quale la competizione è sempre molto agguerrita.

Infine Sunbdar Pichai ha precisato che i dipendenti licenziati da Google riceveranno una liquidazione di circa 16 settimane e sei mesi di benefici sanitari negli USA. La situazione che ha lasciato i più senza parole e ha fatto ben presto il giro del mondo. In queste ore non si parla d’altro sui social network.

google lens decifrare calligrafia medici

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Google Lens ci aiuterà a decifrare la grafia dei medici sulle ricette

Martina Pedretti | 21 Dicembre 2022

Google

Grazie a un’AI di Google Lens potremo presto tradurre le ricette scritte dai medici In un’era in cui le AI […]

Grazie a un’AI di Google Lens potremo presto tradurre le ricette scritte dai medici

In un’era in cui le AI sanno fare di tutto, compresi i ritratti virali di questi mesi, è arrivato il momento che ci aiutino in qualcosa di insormontabile: decifrare la grafia dei medici sulle ricette. Se finora solo i farmacisti erano capaci di questa stregoneria, ora, grazie a Google Lens, anche noi potremmo capire cosa c’è scritto su quei misteriosi fogli.

Infatti Google ha annunciato di essere al lavoro su nuova funzionalità con IA di Google Lens che permetterà di decifrare la calligrafia dei medici. 

Come funziona questa novità? L’app di Google Lens aiuterà chi si trova in difficoltà a comprendere quanto scritto da un dottore scattando una foto della ricetta medica scritta a mano. Dopodiché l’applicazione cercherà di decifrare le lettere per rendere più chiaro il testo.

Quindi Google Lens fornisce agli utenti una specie di traduzione delle parole scritte dal medico, per poter effettivamente capire le sue parole. Inoltre l’app metterà in chiaro i nomi dei farmaci prescritti, fornendo anche i link diretti con tutte le spiegazioni del caso.

Il test tuttavia partirà prima dall’India e poi si espanderà nel resto del mondo, fino ad arrivare anche in Italia.

Ma l’AI riuscirà davvero a decodificare la calligrafia dei medici? Lo scopriremo prossimamente. Intanto abbiamo la certezza che questa sia una cosa reale, e che colpisce tutto il mondo, se persino Google è arrivato a sviluppare una funzione dedicata sul suo Lens.

Google semplifica le ricerche: ecco cosa cambierà

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Google semplifica le ricerche: ecco cosa cambierà

Andrea Sanna | 6 Dicembre 2022

Google

Google apporta delle modifiche e semplifica le ricerche. Scopriamo insieme cosa cambierà con il nuovo aggiornamento

Ricerche semplificate su Google

Tra le tante novità di queste settimane, una arriva direttamente da Google. Attualmente nel motore di ricerca ci troviamo ad avanzare pagina per pagina quando facciamo una ricerca. Ma ora L’azienda informatica statunitense semplifica anche questa funzione.

In che modo? I risultati di Google sul desktop li vedremo in un’unica pagina dallo scrolling continuo. Esattamente come avviene per i dispositivi mobile, ora anche sui pc sarà possibile. Come informato da Mountain View, però, non si tratterà di un vero e proprio scorrimento infinito, ma 6 pagine totali racchiuse in un’unica.

Terminate le sei pagine, Google mostrerà la scritta: “vedi altro“, che permetterà dunque di poter proseguire con la ricerca. Questo quanto si legge dalla pagina ufficiale presente su Twitter.

“A partire da oggi, stiamo introducendo lo scorrimento continuo sul desktop in inglese negli Stati Uniti in modo che tu possa continuare a visualizzare facilmente più risultati di ricerca. Quando raggiungi la parte inferiore di una pagina dei risultati di ricerca, ora potrai visualizzare fino a sei pagine di risultati”.

Questa importante novità di Google parte dagli Stati Uniti con le ricerche in lingua inglese. Pian piano il tutto si estenderà anche negli altri Paesi e di conseguenza nelle varie lingue.

Quando arriva in Italia? Vi chiederete. L’attesa sembra essere ancora, ma non dovrebbero essere così lunghe le tempistiche. Ciò che è certo è che da ora in poi la ricerca su Google sarà continua e non divisa in pagine. I risultati della ricerca, dunque, arriveranno man mano che si scorre con la pagina.

Google quindi apporta una semplificazione importante al suo motore di ricerca. Questa scelta, sicuramente, avvantaggerà anche i siti che non si ritroveranno a figurare dalla seconda pagina in poi, anziché sulla prima. Un piccolo premio, quindi, per quegli articoli che compaiono oltre la prima pagina. Ma sarà comunque importante comparire tra i primissimi risultati.

Tra l’altro Google ha anche pensato come l’utente medio anziché proseguire nella propria ricerca, non vada oltre le prime quattro pagine. In questo modo, dunque, qualcosa forse potrebbe cambiare.

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