Fake news

Intelligenza Artificiale: fake news e volti artefatti

In attesa che la IA conquisti il mondo, al momento gli algoritmi “intelligenti” vengono addestrati alla produzione di notizie fasulle e volti che non esistono. Una prospettiva che varia dal ridicolo o all’inquietante al mutare del punto di vista.

Il machine learning e gli altri algoritmi dell’intelligenza artificiale promettono di rivoluzionare qualsiasi tecnologia digitale, dalle auto che si guidano da sole alla comunicazione in linguaggio naturale con gli esseri umani. Almeno per il momento, la IA continua però a essere al centro delle polemiche sul suo potenziale abuso a scopo di propaganda, disinformazione e generazione di contenuti fasulli.

Un altro “prezioso” contributo all’eterno chiacchiericcio sui “pericoli” della IA è in questi giorni arrivato da OpenAI, organizzazione non-profit sponsorizzata da Elon Musk – un personaggio notoriamente convinto del fatto che presto Terminator ci sterminerà tutti – attivamente impegnata a prevenire gli sviluppi più pericolosi degli algoritmi intelligenti.

I programmatori di OpenAI hanno creato un nuovo algoritmo specializzato in “fake news”, una tecnologia particolarmente efficace nel generare notizie e articoli credibili ma assolutamente fasulli; basta fornire un qualsiasi incipit (ad esempio “La Russia ha dichiarato guerra agli Stati Uniti dopo che Donald Trump ha accidentalmente…”) e l’algoritmo spulcerà nel suo database di frasi, articoli e fatti per costruire una fake news pronta per essere condivisa sui social network.

Intelligenza Artificiale

L’algoritmo genera-fake news è a quanto pare talmente efficace e pericoloso che OpenAI non lo condividerà con il pubblico, mentre lo ha messo a disposizione di MIT Technology Review per gli approfondimenti del caso. Il pericolo, suggeriscono da OpenAI, è che in un paio d’anni questa tecnologia sarà talmente avanzata da essere completamente indistinguibile dalle fake news create “a mano”.

Un altro fronte da tempo frequentato dai proponenti/apocalittici della IA è quello dei volti fasulli, uno scenario che ha già portato alla nascita e alla proliferazione dei Deepfake a tema pornografico e non solo: un nuovo sito, accessibile all’indirizzo thispersondoesnotexist.com, genera una nuova faccia “artificiale” a ogni refresh, e i risultati sono spesso inquietanti ancorché più vicini all’effetto disturbante della Uncanny Valley che a un volto umano propriamente detto.

Fake face

Il sito è stato creato da Phillip Wang, sviluppatore Uber che ha usato la tecnologia Generative Adversarial Network (GAN) di NVIDIA per creare una nuova immagine a partire da 512 diversi “vettori dimensionali”. Anche in questo caso ci vorrà del tempo, promettono (o minacciano) gli esperti, ma presto la IA sarà in grado di simulare facce, parole e (forse) video più reali del reale.

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Ha avuto il suo incontro fatale con la tecnologia negli anni '80, prima con i giochi arcade e poi con l'Intellivision di Mattel, e da allora la passione è andata solo aumentando. Quando non passa il proprio tempo a consumare notizie sull'attualità informatica ama leggere (su carta), scrivere, fotografare e collezionare vecchi libri sui sistemi operativi obsoleti.