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Mercato dei tablet, il grande declino

Alfonso Maruccia | 5 Novembre 2018

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I gadget con schermo touch non vendono più come una volta e quasi tutti i grandi produttori registrano il segno […]

I gadget con schermo touch non vendono più come una volta e quasi tutti i grandi produttori registrano il segno meno. I nuovi dispositivi appena presentati dovrebbero invertire la rotta. Augurabilmente.

La società di analisi IDC ha pubblicato le sue stime sull’andamento del mercato dei tablet nel terzo trimestre dell’anno 2018, un periodo che ha ancora una volta confermato la crisi di un business spesso sopravvalutato da digerati e venditori di pentole hi-tech. Per dirla in parole povere: i tablet, salutati un tempo come il futuro dell’informatica in casa, scuola e azienda, hanno ora solo un grande passato davanti a loro.

Stando ai dati forniti da IDC, negli ultimi tre mesi il mercato dei tablet si è contratto del -8,6%: il numero di dispositivi commercializzati è sceso a 36,4 milioni, contro i 39,9 milioni messi in vendita nello stesso periodo dell’anno scorso. I tablet “puri” rappresentano il grosso del business (31,6 milioni) e scendono del -7,9%, mentre i tablet 2-in-1 con display scollegabile (“detachable” secondo la definizione di IDC) sono pari a 4,8 milioni e crollano di un -13,1% anno-su-anno.

Mercato tablet, stime IDC per il terzo trimestre del 2018

Che fine ha fatto il presunto futuro dell’informatica? A conti fatti, stando alle società di analisi le tavolette touch valgono in tre mesi la metà dei vecchi, demodé e ancora insostituibili PC – o form factor equivalenti. Per quanto riguarda i singoli produttori, solo Huawei è riuscita a mantenere il segno verde (+7,1% anno-su-anno e 3,2 milioni di unità commercializzate) mentre Amazon ha sfiorato di poco la parità (-0,4%).

IDC ha sottolineato il “trend preoccupante” del business dei tablet, una tendenza al declino che continua dal 2016 e potrebbe presto condannare questa categoria di dispositivi all’irrilevanza. O forse no: durante lo scorso ottobre si è assistito alla presentazione di nuovi prodotti da parte di Apple (iPad Pro), Microsoft (Surface Pro), Samsung e Google, indicazione del fatto che c’è ancora qualche segnale di vita nel settore e possibile anticipo di un ritorno di fiamma presso l’utenza durante l’ultimo trimestre dell’anno.

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Huawei HarmonyOS 2.0 beta

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Huawei HarmonyOS 2.0, versione beta per smartphone

Luca Colantuoni | 16 Dicembre 2020

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Huawei ha annunciato la versione beta di HarmonyOS 2.0 per smartphone e tablet, ma al momento è disponibile solo per gli sviluppatori cinesi.

Come promesso all’inizio di settembre, Huawei ha annunciato la versione beta di HarmonyOS 2.0 per smartphone e tablet. Il sistema operativo è al momento disponibile per gli sviluppatori cinesi. Sul sito ufficiale si possono trovare i tool e la documentazione.

La prima versione di HarmonyOS è attualmente installata sulle smart TV Vision di Honor. Il sistema operativo è stato progettato per supportare una ampio numero di dispositivi (TV, indossabili, smartphone, tablet, head unit). L’obiettivo iniziale di Huawei era ridurre la dipendenza Google, ma lo sviluppo è stato “incentivato” dal ban imposto dall’amministrazione Trump. Sui nuovi prodotti non è possibile installare i Google Mobile Services (GMS), sostituiti dagli Huawei Mobile Services (HMS). In futuro HarmonyOS potrebbe prendere il posto di Android.

HarmonyOS supporta diversi linguaggi di programmazione. Al momento sono disponibili oltre 15.000 API. In base alle prime informazioni, l’emulatore Huawei DevEco Studio (versione beta 2.0) permette di scrivere app in Java e XML. L’interfaccia è simile a quella di EMUI 11. Inizialmente è possibile installare HarmonyOS 2.0 beta su nove dispositivi: Huawei P40, P40 Pro, Mate 30, Mate 30 5G, Mate 30 Pro, Mate 30 Pro 5G, MatePad Pro, MatePad Pro 5G e MatePad Pro WiFi.

Gli sviluppatori devono effettuare la registrazione e successivamente scaricare la versione beta via OTA. È possibile ripristinare la EMUI 11 ufficiale, ma verranno cancellati tutti i dati. Se la roadmap verrà confermata, la versione stabile dovrebbe essere distribuita entro aprile 2021 per i dispositivi con un massimo di 4 GB di RAM, mentre il supporto per oltre 4 GB di RAM arriverà ad ottobre 2021. Sulla futura serie P50 verrà ancora installato Android. HarmonyOS potrebbe trovare posto sulla serie Mate 50.

Galaxy S20 Fan Edition

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Samsung Galaxy, buono sconto fino a 100 euro

Luca Colantuoni | 4 Dicembre 2020

Samsung Smartphone Smartwatch Tablet Wearable

Samsung ha annunciato una promozione che consente di utilizzare un buono sconto fino a 100 euro per l’acquisto di alcuni prodotti della serie Galaxy.

Chi non ha ancora acquistato i regali di Natale può approfittare della promozione “Regali Galaxy a chi amiannunciata da Samsung. Accedendo al sito del produttore o all’app Samsung Members è possibile ottenere un voucher fino a 100 euro per l’acquisto di alcuni dispositivi della serie Galaxy.

Il buono sconto è valido dal 4 al 25 dicembre 2020, quindi entro Natale deve essere utilizzato su Samsung Shop online o nei negozi aderenti all’iniziativa (Mediaworld, Unieuro, Euronics, Trony, Expert, Comet e TIM). Nel primo caso è sufficiente inserire il codice alfanumerico prima di concludere l’acquisto, mentre nel secondo caso deve essere mostrato il codice a barre alla cassa. Entrambi vengono generati scegliendo il prodotto e il metodo di acquisto (online o fisico) nella pagina dedicata.

Lo sconto di 100 euro è valido per questi modelli di smartphone:

Galaxy S20 Fan Edition

Lo sconto di 50 euro è valido per questi modelli di tablet:

Samsung Galaxy Tab S7

Lo sconto di 20 euro è valido per questi smartwatch e auricolari:

  • Samsung Galaxy Watch 3 Titanium Bluetooth
  • Samsung Galaxy Watch 3 LTE (45 mm)
  • Samsung Galaxy Watch 3 LTE (41 mm)
  • Samsung Galaxy Watch 3 (45 mm)
  • Samsung Galaxy Watch 3 (41 mm)
  • Samsung Galaxy Buds Live

Samsung Galaxy Watch 3 e Galaxy Buds Live

Il buono sconto non può essere utilizzato dagli utenti con partita IVA e non è cumulabile con altri sconti. Tutte le condizioni della promozione sono reperibili sul sito dedicato.

Smartphone repair

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Diritto alla riparazione, il Parlamento Europeo approva

Luca Colantuoni | 26 Novembre 2020

Notebook Smartphone Tablet

Il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione sul diritto alla riparazione che prevede una serie di regole, tra cui un’etichetta con il punteggio di riparabilità.

La Commissione Europea aveva proposto all’inizio di marzo un piano per l’economia circolare. L’obiettivo è incentivare il riuso, la rivendita e la riparabilità dei dispositivi per ridurre i rifiuti elettronici. Il Parlamento Europeo ha approvato la risoluzione sul diritto alla riparazione, quindi ora verranno stabilite regole precise per smartphone, tablet e notebook che dovrebbero entrare in vigore nel 2021.

La risoluzione (non legislativa) è stata approvata con 395 voti favorevoli, 94 voti contrari e 207 astensioni. Secondo un sondaggio Eurobarometro, il 77% dei cittadini europei vorrebbe riparare i propri dispositivi invece di sostituirli, mentre il 79% ritiene che i produttori dovrebbero essere obbligati a semplificare la riparazione dei dispositivi o la sostituzione di singole parti.

Il Parlamento Europeo ha invitato la Commissione a sviluppare regole che i produttori dovranno rispettare per consentire la riparazione dei dispositivi elettronici, limitando la cosiddetta obsolescenza programmata. I consumatori devono conoscere, prima dell’acquisto, la durata prevista e la possibilità di riparazione. Quest’ultima informazione deve essere fornita mediante un’etichetta obbligatoria (simile a quella che indica la classe energetica di frigoriferi e lavatrici), sulla quale è specificato il punteggio di riparabilità, come quello utilizzato da iFixit.

Per quanto riguarda il software, la risoluzione prevede che gli “aggiornamenti correttivi” (la patch di sicurezza) devono essere rilasciate per tutta la durata di vita del dispositivo, mentre gli “aggiornamenti evolutivi” (gli update del sistema operativo) devono essere reversibili e non devono ridurre le prestazioni.

Il diritto alla riparazione prevede inoltre l’accesso alle informazioni sui pezzi di ricambio (disponibilità, prezzi e tempi di consegna) e alle istruzioni per la riparazione e manutenzione (incluse quelle degli strumenti diagnostici). La Commissione deve anche incoraggiare la standardizzazione dei pezzi di ricambio per favorire l’interoperabilità, fissare un periodo minimo obbligatorio per la loro fornitura e invitare i singoli Stati a creare incentivi destinati ai consumatori che vogliono effettuare riparazioni presso centri di assistenza autorizzati o indipendenti, dopo la scadenza della garanzia.

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