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Huawei potrebbe vendere Honor

Secondo fonti di Reuters, Huawei avrebbe pianificato la cessione di parti di Honor, investendo unicamente sulla produzione degli smartphone di fascia alta.

Il ban imposto dall’amministrazione Trump potrebbe avere conseguenze drastiche per Huawei. Secondo una fonte di Reuters, il produttore cinese avrebbe pianificato la vendita di parti della sussidiaria Honor. Tra i potenziali acquirenti ci sarebbero Digital China e due diretti concorrenti, ovvero Xiaomi e TCL.

Le restrizioni dovute all’inserimento di Huawei nella famigerata Entity List del Dipartimento del Commercio ha creato enormi problemi, tra cui l’impossibilità di installare i servizi Google sui nuovi dispositivi Android. Inoltre TSMC non può realizzare i processori per conto del produttore cinese, in quanto nelle sue fabbriche sono utilizzate apparecchiature con tecnologie statunitensi. Per questo motivo, la serie Mate 40 sarà l’ultima con chip Kirin.

Secondo la fonte di Reuters, Huawei avrebbe deciso di investire sui dispositivi di fascia alta. Honor offre principalmente smartphone di fascia media e bassa. Secondo i dati di Canalys, il 26% dei modelli consegnati nel secondo trimestre 2020 sono a marchio Honor, ma i margini di profitto sono piuttosto ridotti.

Non è chiaro quali parti di Honor potrebbero essere vendute. Alcune fonti ipotizzano la cessione del brand, della divisione di ricerca e sviluppo, e dell’attività di gestione della catena di fornitura. Il valore della transazione sarebbe compreso tra 2,2 e 3,7 miliardi di dollari. Tra i possibili acquirenti ci sono Digital China (spin-off di Legend Group, oggi nota come Lenovo), Xiaomi e TCL.

Il noto analista Kuo Ming-Chi ritiene che la vendita di Honor potrebbe essere una buona soluzione, in quanto Honor non dovrebbe più sottostare alle restrizioni dell’amministrazione Trump. Honor avrebbe quindi la possibilità di utilizzare componenti realizzati con tecnologie statunitensi e installare nuovamente i servizi Google.

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Seguo l'evoluzione tecnologia dalla fine degli anni '80 dopo aver acquistato il Commodore 64 e dal 2008 questa passione è diventata un lavoro. Da oltre 12 anni scrivo articoli su diversi argomenti tech e da maggio 2020 ho iniziato la collaborazione con PC Professionale.