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Qualcomm vuole vendere i processori a Huawei

Secondo il Wall Street Journal, Qualcomm avrebbe chiesto al governo statunitense di rimuovere il ban per poter vendere i suoi Snapdragon a Huawei.

Huawei non potrà più utilizzare i suoi processori Kirin nei futuri dispositivi, in quanto TSMC ha dovuto interrompere la produzione, a causa delle restrizioni imposte dall’amministrazione Trump. Secondo il Wall Street Journal, Qualcomm avrebbe chiesto al governo statunitense di eliminare il ban per poter vendere i chip Snapdragon all’azienda cinese.

In base a quanto riportato in una presentazione, Qualcomm avrebbe evidenziato che il divieto di esportazione non impedirà a Huawei di ottenere i componenti necessari da aziende straniere, consegnando almeno 8 miliardi di dollari all’anno a due diretti concorrenti (MediaTek e Samsung). Qualcomm vuole quindi convincere i politici a rimuovere le restrizioni, in modo da non causare perdite economiche anche per altre aziende statunitensi che operano in Cina. Il produttore californiano cita in particolare il mercato dei chip 5G:

Se Qualcomm è soggetto alla licenza di esportazione, ma i suoi concorrenti stranieri non lo sono, la politica del governo degli Stati Uniti causerà un rapido cambiamento della quota di mercato dei chip 5G in Cina. Ciò ostacolerebbe la ricerca e la leadership americane nel settore del 5G e rappresenterebbe un risultato inaccettabile per gli interessi degli Stati Uniti.

Qualcomm ha chiesto una licenza per vendere i chip 5G a Huawei nel mese di giugno, quindi non c’è nessuna correlazione con la risoluzione della disputa legale relativa all’uso di brevetti (Qualcomm riceverà 1,8 miliardi di dollari da Huawei) avvenuta a luglio. Se Qualcomm riuscirà a convincere il governo statunitense, ci sono molte possibilità che il futuro Snapdragon 875G venga utilizzato per la serie Huawei P50.

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