Musica

La musica è quasi tutta in streaming. Ma crescono anche CD e vinili

I ricavi dell’industria musicale crescono grazie allo streaming, dice RIAA. CD-Audio e i redivivi dischi in vinile fanno però la loro parte, mentre cala il business dei download a pagamento.

La Recording Industry Association of America (RIAA) ha pubblicato i numeri sullo stato del business musicale nella prima metà dell’anno 2019, periodo in cui le vendite sono cresciute in maniera sensibile soprattutto grazie alla preponderanza dello streaming su tutte le altre tipologie di ascolto.

Lo streaming si conferma dunque come il mercato che tiene ancora in vita la musica commerciale: nella prima metà del 2019 i ricavi dell’industria sono stati pari a $5,4 miliardi, ha spiegato RIAA, con un incremento del 18% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. E le piattaforme di streaming pesano per l’80% dei suddetti ricavi.

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I danari incamerati dagli associati RIAA grazie alle piattaforme a pagamento (Apple Music, Tidal), alle radio on-line (Pandora, SiriusXM) e ai servizi supportati dall’advertising (Spotify, YouTube) sono cresciuti del 26% raggiungendo i $4,3 miliardi, ha spiegato ancora l’organizzazione. Le sottoscrizioni a pagamento hanno per la prima volta raggiunto e superato i 60 milioni di abbonati.

Dove il segno vira verso il negativo è sul fronte dei download legali, in declino del 18% per ricavi pari a $462 milioni. La vendita di tracce individuali è scesa del 16% mentre quella degli album completi in formato digitale è crollata del 23%.

E i supporti fisici che andavano per la maggiore il secolo scorso? Per paradossale che possa sembrare, nella prima metà del 2019 RIAA ha registrato un incremento nelle vendite del 5% per ricavi pari a $485 milioni. Particolarmente in forma gli immarcescibili dischi in vinile in formato analogico, le cui vendite sono cresciute del 13% fino a $224 milioni.

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