Nanotubi di carbonio

Il nero più nero del MIT grazie ai nanotubi di carbonio

I ricercatori del MIT sono incappati in un nuovo materiale super-riflettente in grado di rendere le superfici più del nere del nero. I nanotubi di carbonio rifletto la quasi totalità della luce.

Nel tentativo di migliorare le proprietà elettriche e termiche dei nanotubi di carbonio, i ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT) hanno creato il materiale più nero conosciuto all’uomo. Un’oscurità quasi totale che supera persino il record già significativo del Vantablack, e che potrebbe avere applicazioni significative per le ottiche dei telescopi e non solo.

Già impiegati per il succitato Vantablack, i nanotubi di carbonio hanno proprietà chimiche e fisiche estremamente interessanti in ambito tecnologico e informatico: le corporation e gli esperti di tutto il mondo sono da anni impegnati a “piegare” questo nuovo materiale – cilindri nanoscopici composti da puri atomi di carbonio – alla creazione, tra le altre cose, di circuiti integrati di nuova generazione dotati di capacità elettriche e velocistiche molto superiori agli attuali transistor al silicio.

Nanotubi di carbonio - nero più nero

I ricercatori del MIT erano appunto interessati a migliorare le proprietà dei nanotubi di carbonio in tal senso, con l’allineamento verticale dei nanotubi su un sottile strato di alluminio inciso con il cloro. Incuriositi dalla tonalità nero intensa del nuovo materiale, gli esperti americani hanno dunque misurato il suo coefficiente di riflessione trovandosi davanti a un’autentica sorpresa.

Il materiale del MIT è infatti in grado di assorbire più del 99,995 della luce incidente da qualsiasi angolo, un indice 10 volte superiore ai materiali più scuri fin qui ideati dall’uomo incluso il già citato Vantablack (che assorbe il 99,965% della luce). Per una dimostrazione a effetto del nuovo nero più nero, i ricercatori hanno ricoperto un diamante da 16,78 carati di tonalità gialla ora in mostra presso la Borsa di New York.

In attesa che i nanotubi di carbonio mantengano le loro tante promesse sulla tecnologia informatica di prossima generazione – che prevede, tra le altre cose, CPU capaci di raggiungere prestazioni da decine di GHz – i possibili utilizzi immediati del nero più nero del MIT riguarda i telescopi usati per sondare le profondità più ignote dell’universo oppure l’arte (pittorica e non solo).

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Ha avuto il suo incontro fatale con la tecnologia negli anni '80, prima con i giochi arcade e poi con l'Intellivision di Mattel, e da allora la passione è andata solo aumentando. Quando non passa il proprio tempo a consumare notizie sull'attualità informatica ama leggere (su carta), scrivere, fotografare e collezionare vecchi libri sui sistemi operativi obsoleti.