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Netflix, calano gli abbonati

Il servizio di video streaming chiude un trimestre un po’ in affanno, e paga gli effetti degli aumenti di prezzo per gli abbonamenti con un numero di utenti inferiore alle attese (e in calo negli USA). Il futuro è più che mai incerto.

E’ stato un weekend amaro per Netflix, colosso dello streaming multimediale che deve fare i conti con una situazione di mercato complessa e in pieno divenire. L’aumento del prezzo degli abbonamenti (negli Stati Uniti, in Italia e altrove) ha avuto effetti concreti sulle sottoscrizioni, e la concorrenza in arrivo promettere di rendere la vita alla corporation californiana ancora più complicata.

Il piccolo momento di crisi (di mezza età?) di Netflix viene fotografato dai risultati finanziari riguardanti il secondo trimestre dell’anno fiscale, un periodo in cui l’azienda ha incamerato 4,92 miliardi di dollari di ricavi con un +26% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. I ricavi netti, invece, sono ammontati a $271 milioni, una cifra in netto calo rispetto ai $384 milioni del 2018.

Ricavi e profitti sono in ogni caso in discesa rispetto al primo trimestre del 2019, e si accompagnano a un aumento dei sottoscrittori paganti molto inferiore rispetto alle attese: Netflix prevedeva di aggiungere 5 milioni di abbonati ma ne ha conquistati solo 2,7 milioni, una cifra ben lontana dal record dei 5,5 milioni collezionati nel secondo trimestre del 2018.

Trimestre Netflix

Netflix ha ammesso di aver “bucato” le previsioni in tutti mercati in cui è presente, e di aver fatto registrare risultati particolarmente negativi nei paesi in cui ha deciso di aumentare il costo degli abbonamenti. Negli Stati Uniti, mercato cruciale per il business dello streaming, il numero degli abbonati è risultato “piatto” con 60,1 milioni di spettatori paganti (erano 60,23 milioni nel primo trimestre del 2019).

Stando a quanto sostiene Netflix, gli abbonati non sono cresciuti secondo le previsioni perché gli show aggiunti alla piattaforma non sono stati sufficienti (o adeguati) a catturare l’attenzione dei potenziali clienti. La concorrenza, invece, non sembra preoccupare particolarmente la corporation.

Ma il prossimo futuro potrebbe riservare sorprese estremamente spiacevoli per Netflix, sia sul fronte dei contenuti che su quello degli agguerriti competitor in arrivo: il prossimo anno la piattaforma di streaming perderà i diritti di trasmissione della popolarissima serie Friends, e l’arrivo di Disney+ segnerà il debutto di una piattaforma dal valore aggiunto incalcolabile vista la presenza di brand del calibro di Star Wars e Marvel.

Se Netflix non cambia radicalmente organizzazione e piani di investimento, insomma, quelle che oggi sono preoccupazioni tenute sottotraccia potrebbero presto (molto presto) diventare un problema serio per la stessa sopravvivenza del business del video-streaming “originale”.

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