Intel GPU, Ponte Vecchio

Ponte Vecchio, la prima GPU Intel per i supercomputer

Santa Clara ha ufficialmente presentato la sua prima GPU discreta general purpose, un componente basato su una nuova architettura e specificatamente progettato per le applicazioni HPC. In futuro arriveranno anche i chip per il gaming.

Intel è da tempo al lavoro sulla sua GPU discreta, un componente in grado di fare concorrenza a NVIDIA e AMD in ogni mercato e per ogni tipologia di applicazione. Il primo terreno di scontro scelto ufficialmente da Santa Clara è quello dell’High-Performance Computing (HPC), dei supercomputer e dei calcoli dedicati all’intelligenza artificiale.

Intel ha infatti svelato Ponte Vecchio, la prima GPU discreta della corporation di “classe exascale” e specificatamente dedicata alle applicazioni HPC. Prodotta su un innovativo nodo tecnologico a 7 nanometri, Ponte Vecchio sfrutterà la tecnologia dei chip 3D nota come Foveros e includerà tutto il necessario per accelerare i calcoli ad alte prestazioni.

Intel GPU, architettura Xe

Ponte Vecchio segnerà il debutto di Xe, architettura di GPU in grado di tradursi in diverse declinazioni (grazie a Foveros e alle interconnessioni ad altissima velocità tra i diversi chiplet) proponibili alla clientela in ambito HPC, cloud, trascodifica multimediale, workstating, gaming su PC e sistemi mobile/ultramobile.

Ponte Vecchio e Xe potranno poi sfruttare oneAPI, ennesima novità annunciata da Intel in merito a un toolkit di sviluppo pensato per unificare la creazione di codice ottimizzato per girare su CPU, GPU, FPGA e gli altri “acceleratori specializzati” prodotti da Santa Clara.

L’arrivo concreto di Ponte Vecchio e della nuova architettura Xe sul mercato coinciderà con la messa in funzione di Aurora, super-sistema HPC su cui Intel lavora per conto del Dipartimento dell’Energia statunitense: il nuovo supercomputer statunitense arriverà nel 2021, incorporerà diversi nodi (ciascuno basato su sei GPU Ponte Vecchio più due CPU Xeon basate sulla futura architettura Sapphire Rapids) e dovrebbe rappresentare la prima unità di calcolo al mondo capace di sfondare il muro di 1 exaflops di capacità di calcolo.

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